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Milano, la lotta al covid a colpi di solidarietà: ecco il "tampone sospeso", gratis per tutti

L'iniziativa di Cobas, Arci e Medicina solidale: tamponi gratis per chi non può permetterselo

Parola d'ordine: diritti. E che siano uguali per tutti. A Milano arriva il "tampone sospeso", un'iniziativa firmata Adl Cobas, Arci e Medicina Solidale per garantire a chiunque - anche a chi non ha i soldi per rivolgersi al privato - informazioni, cure e la giusta prevenzione in tempi di epidemia di coronavirus. 

"Anni di tagli e smantellamento dello Stato Sociale, in favore dei privati, hanno escluso dal diritto alle cure migliaia di invisibili impossibilitati ad accedere ad un servizio che deve tornare ad essere pubblico e garantito", spiegano i promotori, che hanno anche messo in piedi la "brigata sanitaria soccorso rosso", formata da 50 persone - tra medici e personale sanitario - che, nel ricordo di Franca Rame, hanno scelto essere vicine a chi ha più bisogno. 

"Arginare la diffusione dei contagi da covid-19 significa realizzare una campagna di tracciamento diffusa e sistematica coinvolgendo l'intera collettività, compresi le lavoratrici e i lavoratori senza documenti, i disoccupati e i poveri che popolano la nostra metropoli", sottolineano Arci, Cobas e Medicina solidale, che ha già riunito diversi medici che "regalano" consulti telefonici ai malati. Da qui ecco l'idea: sistemare un tendone in piazzale Baiamonti per offrire a tutti la possibilità di avere un tampone gratuitamente, una sorta - appunto - di "tampone sospeso". 

"Nonostante una burocrazia miope e lenta, siamo finalmente pronti ad effettuare tamponi veloci e gratuiti a chi non può accedere al mercato privato e al servizio pubblico depauperato dall'assenza di risorse economiche e professionali", esultano gli organizzatori, che hanno organizzato una raccolta fondi sul web per sostenere le spese. L'esordio è previsto per sabato 12 dicembre, dalle 11 alle 15, e per domenica, dalle 16 alle 20: tutte le settimane ci saranno questi due turni, che potrebbero poi essere aumentati con il passare dei giorni.  

"Ci occuperemo di tutte quelle persone che a causa delle disuguaglianze e della povertà non possono svolgere lo screening necessario veloce per fronteggiare l’epidemia covid-19 - la promessa dei volontari -. Migranti, riders, abitanti delle case popolari, pensionati sociali, ma anche volontari di tutte le brigate volontarie e non solo, troveranno personale medico ed infermieristico disponibile a fornire informazioni su come prevenire la pandemia e a effettuare il test veloce covid-19". Perché la pandemia si può combattere anche a colpi di solidarietà. E di diritti.

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