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Covid, tampone rapido dal medico di base: chi può farlo. Che succede con il test positivo

Approvate le linee guida da regione Lombardia: ok al test rapido dal medico di base

Accordo trovato. Dopo le polemiche, i ritardi e i botta e risposta delle scorse settimane, è arrivata la stretta di mano tra il Pirellone e i medici di base, che dalle prossime ore effettueranno nei loro studi i test rapidi per il coronavirus. 

"La Giunta regionale ha approvato oggi le linee d’indirizzo per la Medicina Generale in tema di effettuazione dei tamponi antigenici rapidi”, ha fatto sapere regione Lombardia in una nota, dopo che l'assessore al welfare, Giulio Gallera, aveva già anticipato l'intesa con le principali associazioni sindacali di categoria. 

“Si tratta di un passaggio molto importante – ha sottolineato l'esponente della giunta –, che valorizza e responsabilizza la figura del medico di famiglia collocandolo al centro dell’azione sanitaria territoriale. In questa prospettiva è determinante il contributo dei medici di medicina generale nel percorso diagnostico dell’infezione da Sars-CoV-2 per una migliore e rapida gestione dei pazienti Coviv-19”.

“Una nuova opportunità diagnostica è data dalla utilizzazione della metodica dei tamponi antigenici rapidi – ha spiegato l’assessore - le cui caratteristiche consentono l’esecuzione del test diagnostico presso uno studio medico o in aree dedicate senza la necessità di essere effettuato in un laboratorio”.

Chi può fare il test rapido dal medico di base

Il medico di medicina generale - hanno fatto sapere dalla regione - "esegue il test antigenico per i propri assistiti o quelli della forma associativa a cui appartiene, qualora operi nel proprio studio professionale, prevedendo l'accesso su prenotazione e previo triage telefonico" per i "contatti stretti asintomatici individuati dal medico di medicina generale oppure individuati e segnalati dal dipartimento di prevenzione secondo le indicazioni fornite dalla direzione generale welfare"; per i "casi sospetti che il medico di medicina generale durante il setting ambulatoriale o domiciliare decide di sottoporre a test rapido" e per i "contatti stretti asintomatici allo scadere dei 1O giorni di isolamento identificati in base ad una programmazione di agenzia preventivamente concordata".

A quel punto se il test rapido dovesse risultato positivo "viene prenotato il tampone per la ricerca molecolare del genoma virale quale conferma diagnostica. In seguito ad eventuale conferma di caso con test molecolare sarà indicata la quarantena per i contatti stretti" mentre se il test risulta negativo - "tenuto conto che il risultato Ag-Rdt negativo non può escludere completamente un'infezione covid-19" -, il medico di medicina generale "in base ai sintomi presentati dal paziente può decidere se richiedere il tampone per la ricerca molecolare oppure proseguire il monitoraggio clinico. In caso di esito negativo il medico che ha eseguito il tampone rilascia attestazione al paziente".
 

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