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Ripartenza spettacolo, Trotta (Barley Arts): "Non si possono fare i tamponi a tutti"

Il promoter avverte: molti luoghi non hanno spazi adeguati e i costi sarebbero sostenibili solo per una minoranza di organizzatori

E' "disinformazione" il concerto-test della band Love of Lesbian organizzato a Barcellona il 27 marzo al Palau de Sant Jordi per cinquemila persone (contro le ventiquattromila di capienza del luogo) per sperimentare una procedura che rendesse compatibili le misure anti covid con l'organizzazione di uno spettacolo dal vivo. Lo ha detto Claudio Trotta, patron di Barley Arts e portavoce del comitato "Ricominciamo", durante la seduta della commissione cultura di Palazzo Marino convocata online venerdì proprio per discutere della ripartenza dello spettacolo.

Secondo Trotta, "non è possibile fare tamponi a tutto il pubblico partecipante a uno spettacolo dal vivo perché il costo, per ognuno di essi, sarebbe insostenibile, soprattutto per i piccoli impresari o le compagnie con risorse limitate". Non solo, ma molti luoghi di spettacolo non dispongono di spazi idonei da riservare a questa operazione. Se si imponessero i tamponi rapidi prima dell'evento a tutti i partecipanti, come è accaduto per il concerto di Barcellona, secondo Trotta la norma potrebbe essere sostenibile solo per una minoranza del mondo dello spettacolo. 

"Non tutti possono permettersi di fare i tamponi ai partecipanti"

"Non ha senso alcun tipo di esperimento", ha detto Trotta ai consiglieri comunali: "Bisogna operare sulla base di un protocollo che deve essere rispettato da tutti, istituzioni e pubblico compresi". A tutti i partecipanti al concerto-test di Barcellona sono stati effettuati i tamponi rapidi con risultati entro un quarto d'ora, prima di accedere allo spazio del concerto; poi il pubblico risultato negativo ha assistito al concerto con mascherina Ffp2 (fornita dall'organizzazione) ma senza distanziamento.

A un mese dall'evento, le autorità catalane hanno diffuso i risultati: dopo il concerto sono stati rilevati sei nuovi contagi ma, attraverso successive indagini, è stato stabilito che quattro di questi non erano certamente riconducibili alla partecipazione al concerto e che questo potrebbe valere anche per i restanti due contagiati. Tuttavia l'uso del tampone antigenico lascia spazio a casi di falsi negativi, cioè di persone che risultano negative al test ma, in realtà, hanno il virus. 

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