Milano, appello alla politica del Teatro La Scala: "Abbiamo bisogno del nostro pubblico"

È un appello accorato quello lanciato da Dominique Meyer, sovrintendente della Scala

Repertorio

"Abbiamo bisogno del nostro pubblico e speriamo che la politica ci dia presto la possibilità di avere una capienza più ampia": è un appello accorato quello lanciato lunedì sera da Dominique Meyer, sovrintendente della Scala, dal palco del teatro prima dell'inizio della Nona di Beethoven nel primo concerto aperto al pubblico (la prima esecuzione di sabato scorso era riservata ai sanitari).

"I teatri - ha aggiunto - sono luoghi sicuri perché abbiamo preparato tutto, il pubblico è educato. Venite tutti con la mascherina con una disciplina che non si trova il metropolitana, sugli aerei, nei bar e nelle discoteche. Speriamo che facendo questo sforzo, che non è facile per niente, stiamo preparando un futuro per l'arte lirica, per l'opera, per i concerti e soprattutto per la nostra Scala. Grazie".

Meyer aveva già commentato prima dello spettacolo riservato a medici e infermieri, e sostenuta da Fondazione Bracco. “È con immenso piacere che vediamo l’Orchestra e il Coro ritornare nella sala del Teatro”, commenta il Sovrintendente. 

“La Scala - ha detto - è ripartita con un omaggio, sentito e commovente, alle vittime della pandemia con il Requiem di Verdi prima in Duomo e poi nelle città più colpite, Bergamo e Brescia. Il concerto di riapertura del Teatro, sempre diretto da Riccardo Chailly, ha un significato simbolico altrettanto importante, espresso dalle note di Beethoven: ringraziare gli operatori sanitari e guardare con fiducia al futuro. Con un messaggio rivolto al pubblico: i Teatri applicano con rigore le norme di distanziamento e di prevenzione e sono oggi tra i luoghi più protetti. Tornare alla Scala significa cominciare a ricostruire la nostra comunità in condizioni di sicurezza”.

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