Coronavirus

L'attacco dei no vax al Teatro Nazionale di Milano

Il teatro annuncia la riapertura con certificato vaccinale o tampone: insorgono i no vax (anche non milanesi)

Il Teatro Nazionale di Milano si prepara a rialzare il sipario con il musical Pretty Woman (dal 28 settembre al 17 ottobre) ma, intanto, viene 'attaccato' su Facebook dal popolo dei no vax per avere stabilito un protocollo di riapertura che prevede l'esibizione del tampone covid negativo (molecolare o antigenico, da non più di 24 ore) oppure il certificato di vaccinazione (da meno di otto mesi, con prima vaccinazione da almeno 15 giorni). Una scelta, quella del teatro, per garantire al massimo la salute degli spettatori, dei dipendenti, dei collaboratori e delle compagnie teatrali ospiti. Ma non gradita a coloro che rifiutano a tutti i costi il vaccino e/o non credono alla pericolosità dell'infezione da covid. 

Spesso, sui social network, i critici fanno rumore mentre i favorevoli restano in silenzio. E così il post su Facebook con cui il teatro annuncia la ripresa delle attività aperte al pubblico (a condizione di essere vaccinati contro il covid o di avere effettuato un tampone) si è trasformato in un'insurrezione da parte dei più accesi no vax. 

"Spero che NESSUNO si presti a questo regolamento e vi auguro il teatro vuoto!", scrive N.B.; "Complimenti! Anche l’arte si schiera con la dittatura sanitaria!!!! Complimenti per la decadenza!!!!", aggiunge P.M.; "E, di grazia, quale figura professionale legalmente abilitata alla raccolta di dati sanitari intendete posizionare alla porta. Chiedo per una amica che frequenta teatri di ben più alti livelli", polemizza A.V.; "addio", laconizza T.M.; "State veramente affermando che per assistere a uno spettacolo devo assumermi la responsabilità di iniettarmi un farmaco la cui sperimentazione terminerà a fine 2023 o infilarmi un tampone ogni volta nel naso? Significa solo che andrò altrove. Senza i vostri spettacoli si vive ugualmente ma alla mia salute ci penso ogni giorno e non scendo a compromessi", tenta di argomentare L.L.

"Siete fuori di testa"

"Ho dei biglietti per uno spettacolo che dal 2020 è stato rimandato più volte e ora è stato riprogrammato nella nuova stagione: se manterrete questa regola, visto che non può essere un obbligo, ci sarà il rimborso dei biglietti?", va sul pratico S.S.; "oltre alle pecore, in futuro prevedete di aprire anche a coloro che amano il teatro restando liberi, come lo è l'arte che si rispetti?", filosofeggia F.V.; "Siete fuori di testa! Non Vi bastano le maledette mascherine? Volete fare 'forno' tutte le sere? Peccato!", attacca L.D.

Diversi dei critici non vivono nemmeno a Milano ed è improbabile, dai loro profili Facebook, che siano frequentatori del Nazionale. E' plausibile che la decisione del teatro milanese sia stata 'pubblicizzata' su qualche pagina no vax e abbia attirato l'attenzione dei più accaniti.

Tuttavia sono tante le persone che, invece, plaudono alla scelta di Stage Entertainment (la società che gestisce il teatro) e dichiarano semplicemente di essere felici di tornare a teatro. Un tentativo di ripartenza nella piena consapevolezza che il covid potrebbe colpire ancora, in cui si chiede a tutti di fare la propria parte per proteggere sé stessi e gli altri.

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