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Coronavirus: Gallera parla di una probabile terza ondata a gennaio. Ma non è l'unico

L'assessore ha risposto al Pirellone a una interrogazione delle opposizioni. Il punto

Terza ondata della pandemia da coronavirus. Ne parlano alcuni e la temono in tanti. L'ultimo a riferirne è stato l'assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, ipotizzandone un probabile arrivo nel mese di gennaio. Ma le sue parole poggiano sulla parola di molti esperti che nei giorni scorsi hanno affrontato l'argomento.

"Probabilmente avremo una terza ondata, questa arriverà a gennaio - ha detto l'assessore - e abbiamo bisogno che le persone in prima linea ritrovino la forza, la motivazione per continuare ad andare avanti a curare le persone che inevitabilmente andranno negli ospedali". Gallera si è espresso così rispondendo al Pirellone a una interrogazione delle opposizioni che chiedevano ‘Iniziative urgenti per ridurre il livello di tensione tra direzioni generali delle aziende ospedaliere e medici’.

Terza ondata? Forse un quarta e una quinta

Sull'alta probabilità di una terza ondata si era espresso Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e membro dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria. "È chiaro una terza ondata Sars-CoV-2 sarà molto probabile", le parole dell’infettivologo che aveva rincarato la dose "forse ne avremo anche una quarta o una quinta. Dobbiamo metterci in testa che con il coronavirus dovremo convivere e non esserne terrorizzati. Abbiamo imparato a fare la diagnosi e riconoscerne i sintomi".

Oggi secondo Bassetti "sappiamo tracciare i contatti e assistere chi ha bisogno di cure in ospedale. Immagino che nel 2021 avremo altri focolai e probabilmente picchi Sars-CoV-2, ecco perché i sistemi sanitari non devono rilassarsi ma essere sempre pronti a riconvertire le strutture in reparti covid. Sta arrivando il vaccino, anzi i vaccini. Gli italiani devono essere fiduciosi e non preoccupati".

"Terza ondata insostenibile per i nostri ospedali"

Una terza ondata "sarebbe insostenibile per i nostri ospedali. In questo momento la pressione in tutta Italia sugli ospedali è terribile". A evidenziarlo era stato Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza. "Do solo un dato per far capire la pressione sugli operatori: soltanto questo mese (novembre)  si sono contagiati in 27mila fra medici e infermieri: 900 al giorno. È chiaro che, se continua, questa pressione non solo rende impossibile curare i pazienti, ma sguarnisce anche la prima linea, perché per quanto tu ti possa proteggere i pazienti li devi assistere, e spesso succede che abbassi la guardia". Insomma, guardia alta. Ora e soprattutto a dicembre.

Le misure prese in Italia stanno funzionando, ma la sfida più complessa inizia adesso, come aveva detto anche il premier Giuseppe Conte. "Il periodo natalizio richiede misure ad hoc. Un nuovo Ferragosto? Non ce lo possiamo permettere. Uno stato libero e democratico - aveva sottolineato - non può entrare nelle case e dire quante persone siedono a tavola. Ma feste, festini, veglioni vanno contenuti. Sarà un Natale diverso". L’obiettivo dell’esecutivo, aveva detto ancora il premier, è quello di "ridurre le occasioni di socialità ma consentire la tradizione a noi molto cara dei doni". Sì quindi allo shopping al quale il governo cercherà di dare il via libera "dilatando" gli orari dei negozi. 

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