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Foto Ospedale Buzzi

Foto Ospedale Buzzi

Screening a scuola, pronto il test covid pungidito del Buzzi: la stessa sensibilità del prelievo in vena

Anche la Statale vuole usare il kit per studenti, docenti e amministrativi

Quattordici istituti scolastici milanesi saranno coinvolti nel nuovo test sierologico che individua gli anticorpi covid attraverso un comodo kit che contiene un pungidito e un raccoglitore di gocce di sangue, messo a punto dall'ospedale Buzzi, che si occuperà di analizzare le gocce. In caso di positività verrà come da prassi eseguito un tampone nasofaringeo. Saranno circa 6 mila gli alunni che verranno sottoposti al test, su autorizzazione delle famiglie, direttamente a casa in autonomia: 500 bimbi delle scuole d'infanzia, 2.500 delle primarie e 3 mila tra secondarie di primo e secondo grado.

Il kit è stato presentato da Gian Vincenzo Zuccotti, direttore del dipartimento pediatrico dell'Asst Fatebenefratelli Sacco e docente dell'Università Statale di Milano, e da Marco Bussetti, ex ministro dell'Istruzione, dirigente dell'ufficio scolastico territoriale di Milano. Lo studio permetterà di conoscere e monitorare la diffusione del covid negli alunni nel tempo, perché sarà ripetuto ogni tre mesi.

«E' un kit molto semplice che permette di evitare il prelievo venoso, facendolo presso il proprio domicilio, senza quindi dover andare in ospedale o ai laboratori», ha precisato Zuccotti: «Nella bustina che viene consegnata alle famiglie ci sono un pungidito e una cartina che ci consente di raccogliere delle goccine di sangue. C'è un documento che spiega come va eseguito, e le goccioline di sangue prelevate, senza dolore, verranno posizionate nei cerchietti del cartoncino che verrà poi riconsegnato alla scuola».

Sensibilità elevata

Elevata la sensibiliità, intorno al 96-97 per cento, con gli stessi risultati riscontrabili con un prelievo venoso. «Stiamo pensando anche a delle unità di pronto intervento mobile perché l'obiettivo è andare nelle scuole quando c'è una segnalazione di un bambino che a scuola sta poco bene, che verrà messo in una stanza appositamente gestita: a quel punto uscirà l'unità mobile, effettuerà il tampone molecolare, e nel giro di un'ora si potrà avere il risultato», ha aggiunto Zuccotti. 

Lo userà anche la Statale

E anche la Statale intende utilizzare, su base volontaria, il kit pungidito del Buzzi. Lo ha confermato Elio Franzini, rettore dell'Ateneo, affermando che «è molto importante che vi sia uno screening per chi va in aula, che siano docenti, studenti o personale tecnico amministrativo. Con un test saremmo tutti più tranquilli, un test ripetibile, con un costo accessibile. Vorremmo fare da apripista per un'iniziativa a mio avviso molto importante e innovativa. Potrebbero essere testate da noi qualche migliaio di persone, se non qualche decina di migliaia tra studenti, personale e docenti. Il kit potrebbe essere distribuito il primo giorno di lezione in aula e verrebbe restituito poi dagli stessi studenti».

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