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Coronavirus, via libera ai test rapidi negli studi dei medici. Gallera: "In mille hanno aderito"

L'annuncio dell'assessore al welfare: "Riunione di giunta per ratificare l'accordo". I fatti

Una nuova arma nella lotta al coronavirus, per cercare di snellire le pratiche di tracciamento. Dai prossimi giorni in Lombardia i medici di medicina generale potranno effettuare nei loro studi i test antigenici rapidi per verificare se un paziente è positivo al covid. 

Ad annunciarlo, mercoledì pomeriggio, è stato l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, durante una conferenza stampa convocata per illustrare una delibera sulle indicazioni per la gestione dei pazienti Covid-19 nella rete delle strutture socio-sanitarie territoriali.

“Faremo una riunione di giunta oggi pomeriggio dove porteremo una ratifica dell’accordo sindacale, quindi recepiremo la realizzazione da parte degli medici di medicina generale dei tamponi rapidi”, ha spiegato l'esponente del Pirellone. “I medici inizieranno a farli a breve, coloro che hanno dato la disponibilità sono circa mille nei loro studi, perché ne hanno la condizioni, e li faranno adesso. A Ieri sono stati fatti 73.766 test antigenici rapidi in Regione Lombardia”, ha sottolineato Gallera. 

"Lombardia zona arancione"

Lui stesso ha poi evidenziato che "i numeri sono buoni e già da questo sabato potremmo diventare zona arancione", riferendosi al previsto cambio di colore per la Lombardia, che dovrebbe passare dal rosso al livello di rischio più basso. 

"Purtroppo il dato dei decessi sarà l'ultimo a migliorare - ha ammesso Gallera -. Tuttavia i numeri delle terapie intensive sono buoni e per questo siamo al lavoro per il cambio di colore della nostra regione. Potrebbe succedere già questo sabato, o al massimo lunedì". 

Poi, sulla nuova delibera regionale per curare i pazienti Covid privi di sintomi nelle case di riposo precisa: "Non ci saranno nuovi ricoveri di positivi nelle Rsa, stiamo solo valutando come isolare asintomatici e paucisintomatici già presenti nelle strutture. Questo tipo di pazienti potrà restare nelle Rsa solamente se le strutture nelle quali si trovano avranno le necessarie condizioni sanitarie evitare che altri anziani si contagino, altrimenti saranno trasferiti negli ospedali".
 

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