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Tamponi rapidi per sciare: l'idea per salvare prevenzione sanitaria, impianti sportivi e indotto

Mozione urgente in Regione di +Europa/Radicali per inserire i test rapidi nel protocollo già elaborato dalle Regioni italiane. Forse così si convincerà il Governo a non chiudere le piste (e l'indotto turistico)?

Abbinare il rilascio dello skipass alla certificazione di un tampone rapido antigenico negativo al Coovid. E' il senso di una mozione urgente presentata in consiglio regonale da Michele Usuelli (+Europa-Radicali), sottoscritta dai capogruppo di tutti i partiti e poi approvata, martedì 1 dicembre, dall'aula del Pirellone. Il documento propone anche di abbinare il rilascio dello skipass al tracciamento tramite l'app Immuni e all'attuazione di uno screening a fondo pista di tutte le persone che frequentino il singolo comprensorio.

L'obiettivo della mozione è integrare il protocollo di sicurezza, elaborato dalle Regioni montane, che i governatori hanno proposto al Governo per consentire l’avvio della stagione invernale. Nella mozione, Usuelli suggeriva l’utilizzo di test ogni tre giorni, per la sicurezza di sciatori, lavoratori, gestori ed amministratori, con la possibilità di far eseguire la procedure anche da parte di personale non medico adeguatamente formato. L’adozione dei test rimarrebbe comunque volontaria da parte dei gestori degli impianti sciistici e complementare alle altre misure di sicurezza proposte. 

«Sono lieto di aver riscontrato la condivisione unanime da parte dei colleghi di maggioranza e opposizione sulla mia proposta: sono convinto che l’utilizzo dei test rapidi seriati a fondo pista darebbe ulteriori garanzie di sicurezza a sportivi e operatori, consentendo la ripartenza non solo delle attività sportive sulla neve, ma anche dei settori economici collaterali e della vita delle località di montagna», il commento di Usuelli.

Il Governo sarebbe orientato a tenere chiusi gli impianti sciistici almeno fino al 10 gennaio per evitare assembramenti che potrebbero favorire il contagio di Covid, nonostante la decisa presa di posizione di tutte le Regioni del nord e degli operatori, anche dell'indotto, per i quali il periodo tra Natale e l'Epifania "vale" dalla metà in su del fatturato annuo. La proposta approvata dal consiglio regionale lombardo potrebbe essere la chiave di volta per salvare i conti degli operatori senza arretrare sulla prevenzione santaria da Coronavirus. 

«L’impegno del consiglio regionale lombardo per consentire la ripartenza in sicurezza del settore montano, così rilevante per il Pil nazionale, è evidente. Mi auguro che anche il Governo nazionale dimostri la stessa sensibilità nel cercare di perseguire tutte le strade possibili al fine di valorizzare, e non deprimere, un ambito molto amato ed essenziale per la vita del nostro Paese. Il mio impegno da opposizione istituzionale è di contribuire al miglioramento della gestione delle politiche sanitarie, migliorando i protocolli e le procedure in ogni settore, indipendentemente da ciò che si ritiene prioritario», ha dichiarato Usuelli.

«Speriamo che, questa volta, il Governo possa valutare positivamente la richiesta, per non compromettere del tutto l'attività di un settore economico e lavorativo importantissimo», ha aggiunto Martina Cambiaghi, assessore regionale allo sport, raccogliendo la proposta contenuta nella mozione.

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