Anche in Lombardia arrivano i test rapidi Covid-19: differenza coi tamponi e a chi servono

Il Ministero della Sanità ha indicato la preferenza a seconda dei sintomi e della situazione tra il test rapido e il "classico" tampone molecolare. Il vademecum per i medici già in uso a Torino

Che cos'è il tampone (o test) rapido Covid-19, definito test antigenico? In che cosa si differenzia rispetto al tampone molecolare? Per chi è adatto il test rapido anziché il tampone classico? Da lunedì 2 novembre anche in Lombardia inizieranno ad essere utilizzati i tamponi rapidi antigenici, all'inizio solo in determinati ambienti pubblici; successivamente saranno forniti ai medici e pediatri che avranno dato la loro disponibilità. 

I lombardi avranno quindi un nuovo strumento diagnostico per il Coronavirus, ed è importante capire le differenti caratteristiche rispetto al tampone molecolare e le diverse applicazioni. La Regione approverà una delibera martedì 3 novembre per disciplinare la distribuzioone dei test antigenici rapidi per il Covid-19, che verranno utilizzati anche negli ambulatori, scuole, centri residenziali e carceri, e che i medici e pediatri potranno effettuare sia nei propri studi sia in farmacie del territorio. Si tratta dei test già utilizzati negli aeroporti dopo le vacanze estive.

Test rapido antigenico o tampone molecolare: cosa sono e differenze

La loro efficacia è inferiore rispetto ai tamponi tradizionali: questi ultimi cercano l'Rna del virus e ne basta una piccola quantità per stabilire la positività del paziente; i test antigenici rapidi, invece, cercano le proteine di superficie del Covid-19, chiamate "antigeni", e potrebbero risultare erroneamente negativi in caso di bassa carica virale. Mentre il tampone molecolare ha bisogno di almeno 24 ore per essere processato, l'esito di quello antigenico arriva in un quarto d'ora. ll tampone antigenico, inoltre, è meno invasivo: consiste comunque nel prelievo di materiale dalle narici, ma meno in profondità.

In Piemonte, dove i tamponi rapidi antigenici Covid-19 sono in teoria già disponibili (salvo alcune difficoltà nella distribuzione in farmacia), l'ordine dei medici di Torino ha elaborato un vademecum destinato ai colleghi per indicare loro che cosa prescrivere e a chi. Il vademecum si basa su indicazioni del Ministero della Sanità (nota tecnica del 16 ottobre 2020). In attesa di leggere la delibera di Regione Lombardia e il pronunciamento dei medici locali, si può già prendere spunto per capire, almeno a grandi linee, a chi può essere utile il tampone rapido e a chi no.

Quando fare il tampone molecolare e quando fare il test rapido?

La premessa d'obbligo è che il medico non dovrebbe basarsi esclusivamente sui sintomi, se ve ne sono, ma dovrebbe effettuare una anamnesi generale del paziente tenendo conto di svariati fattori, tra cui la possibilità concreta della persona di essere stata contagiata e il rischio individuale, legato ad esempio all'età o a patologie pregresse.

Fatta questa premessa, la classe medica concorda che nel Covid-19 vi sia un sintomo quasi patognomonico, cioè così caratteristico della malattia che ne permette la diagnosi quasi certa. Si tratta dell'anosmia-disgeusia, cioè l'incapacità di percepire e distinguere odori e sapori. Stando al vademecum dell'ordinedei medici di Torino, questo sintomo è presente nel 50% dei pazienti positivi e assente nel 97% di quelli negativi al Coronavirus. Altri sintomi, soprattutto iniziali, sono la tosse, il dolore muscolare, il malessere generale, la febbre, l'astenia, a cui possono aggiungersi la dispnea e il fiato corto. 

In concreto, se nel paziente sono presenti anosmia-ageusia, febbre e tosse persistente, il medico deve procedere a prescrivere il tampone molecolare. Quello più sicuro. Se la triade non è tutta presente, ma c'è qualche sintomo (anche uno due di essi, eventualmente associati ad altri), e se c'è un fattore di rischio come la compresenza di altre patologie (si chiama comorbidità), il medico può procedere con il tampone antigenico rapido Covid-19.

Il Ministero della Salute, nella sua nota tecnica, aggiunge che i contatti stretti di un caso confermato di positività possono optare per un tampone antigenico rapido come prima scelta, ma se convivono con soggetti fragili "vince" la necessità di proteggere questi ultimi e allora sarebbe meglio scegliere il tampone molecolare.

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