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La Lombardia sospende i test di Diasorin dopo la sentenza del Tar e compra quelli di Roche

Sentenza Tar immediatamente esecutiva anche se l'azienda vuole fare ricorso al Consiglio di Stato. La Roche intanto aveva vinto la gara per i test sierologici sul Covid-19

La Regione Lombardia ha sospeso la fornitura dei test sierologici sulle immunoglobine del Covid-19 prodotti da Diasorin, in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci su un ricorso presentato dalla stessa azienda dopo che il Tar aveva bocciato l'accordo tra Diasorin e San Matteo di Pavia. La Regione e Aria (la centrale acquisti regionale) si tutelano dunque in vista di una pronuncia del massimo grado della giustizia amministrativa.

Nel frattempo, la Regione aveva indetto un bando per definire gli accordi per una nuova commessa da due milioni di test, con aggiudicazione alla Roche Diagnoostics che aveva presentato un'offerta da due milioni e 840 mila euro, nettamente inferioore alla concorrenza delle altre undici aziende (tra cui la stessa Diasorin, al quinto posto). 

Il Tar aveva bocciato l'accordo tra la multinazionale e l'ospedale sostenendo in pratica che quest'ultimo avrebbe messo a disposizione di un privato le strutture e le risorse pubbliche, violando il principio di concorrenza. Tecnicamente la Regione non ha annullato ma solo sospeso la fornitura con Diasorin, perché la sentenza del Tar è immediatamente esecutiva. Via libera, quindi, alla fornitura da parte di aziende alternative, e in particolare di Roche, vincitrice del bando.

I nuovi test, ben due milioni di unità come si è detto, potranno essere utilizzati anche per strategie diagnostiche diverse da quelle messe in campo finora, come indagini a tappeto in territori particolarmente colpiti dal Covid-19, ad esempio la Val Seriana. «Ora la Regione ammette gli errori portati a galla dalle denunce del M5s», tuona il consigliere regionale pentastellato Massimo De. Rosa: «Regione Lombardia e Aria oggi agiscono per tutelarsi, ma è gravissimo che in questi mesi si siano spesi tempo e risorse per seguire una percorso che non ha portato da nessuna parte. Ad oggi infatti sono stati spesi soldi, rischiando il danno erariale, per trovarci senza nemmeno la bozza di un piano di screening della popolazione. Siamo a metà giugno e ancora nulla è stato fatto, mentre i numeri del contagio in Lombardia, soprattutto quelli relativi alla percentuale di positivi sui campioni effettuati, stanno ricominciando a salire».

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