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Repertorio

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Test sierologici per tutti i cittadini: la petizione rivolta al presidente del Consiglio Conte

I promotori ricordano il mancato screening sistematico del personale sanitario per carenza di tamponi, reagenti, laboratori e personale. E le relative conseguenze

Sono oltre 46mila le persone che hanno firmato la petizione online per chiedere test seriologici su larga scala. La richiesta per “una rapidissima attivazione dei test anticorpali” pubblicata sul sito Change.org, è rivolta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Chiediamo al Presidente Conte una veloce implementazione di test sierologici – dice la petizione – ossia l’identificazione rapida della presenza degli anticorpi specifici nel sangue. Benché non possa sostituire il tampone nella diagnosi precoce (gli anticorpi si formano in media dopo 10-12 giorni dal contagio) permetterebbe tuttavia di identificare con certezza i soggetti che sono venuti a contatto con il virus, indipendentemente dalla sintomatologia sviluppata, con una sensibilità diagnostica che a 15 giorni dal contagio raggiunge il 100%”.

Nel testo della petizione, i promotori ricordano il mancato screening sistematico del personale sanitario per carenza di tamponi, reagenti, laboratori e personale. E le relative conseguenze in termini di focolai negli ospedali. 

“Con la consapevolezza che il test sierologico non possa sostituire il tampone – scrivono – che resta comunque fondamentale sia per la diagnostica precoce che per identificare la non contagiosità dei soggetti guariti, riteniamo di fondamentale importanza che i test anticorpali possano essere resi disponibili al più presto e rapidamente eseguiti su tutto il personale di tutte le strutture sanitarie ma anche su tutte le persone poste in isolamento domiciliare, oltre che sui loro contatti”. 

“Solo l’esecuzione su larga scala di questi test – concludono i promotori della petizione — permetterà infatti una graduale e ragionata riapertura del nostro magnifico paese, mantenendo un’adeguata protezione dei soggetti più deboli e più a rischio”.

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