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Il messaggio Whatsapp sui test gratis per gli studenti in farmacia: ecco come stanno le cose

Il chiarimento della Regione dopo che per ore era circolato un messaggio parzialmente fuorviante. Occorre prenotarsi, non tutte le farmacie aderiscono e, soprattutto, deve avere aderito anche la propria scuola

I ragazzi e le ragazze dai 14 ai 19 anni che frequentano le scuole superiori hanno diritto a due tamponi antigenici gratis al mese per individuare la positività al covid, anche nelle farmacie, ma solo se la loro scuola ha aderito al testing e solo nelle farmacie che partecipano al programma. Il chiarimento della direzione Welfare di Regione Lombardia arriva alle sette di sera di venerdì 23 aprile, dopo almeno ventiquattr'ore di dubbi e confusione dovuti a un messaggio Whatsapp fatto circolare nelle chat di mezza regione, non si sa bene da parte di chi, che conteneva informazioni frammentarie e in parte fuorvianti.

L'iniziativa non è nuova: risale a metà febbraio con la delibera di giunta 4319. Una delibera lunga e, ci permettiamo di dirlo dopo averla letta attentamente venerdì pomeriggio per dipanare la questione, non del tutto chiara. Nella delibera, in vista della riapertura delle scuole, si ponevano in essere due distinte attività di screening. Una relativa ai tamponi per chi è in quarantena, l'altra "preventiva" che permette due test antigenici gratis ogni mese agli studenti delle superiori. E (aggiungiamo ora) al personale scolastico. 

Il chiarimento della Regione sul messaggio Whatsapp

Nel messaggio Whatsapp fatto circolare ora che le scuole superiori riaprono, però, non veniva specificato che la scuola di pertinenza deve avere aderito all'iniziativa, né che non va bene "ogni" farmacia. Ed infatti la direzione Welfare scrive che si è trattato di «un'informazione virale non ufficiale di Regione Lombardia». Non "fake news", perché in realtà in parte è corretta. E il sospetto è che provenisse da qualcuno all'interno della maggioranza, per promuovere un'iniziativa rivolta agli studenti e ai docenti, magari scritta un po' frettolosamente. Ricordiamo allora che non basta recarsi «nella vostra farmacia», come si leggeva su Whatsapp, ma occorre prenotare il test nel portale https://prenotasalute.regione.lombardia.it/prenotaonline, dove è presente un apposito spazio dedicato proprio agli studenti 14-19enni.

La delibera dice che le Ats devono incaricarsi di comunicare alle scuole l'iniziativa e che queste devono aderire. Nel pomeriggio di venerdì sono state diffuse le comunicazioni inviate da alcune Ats alle scuole dei loro territori. Ma si è anche saputo che, per esempio a Bergamo, l'ufficio scolastico territoriale sta ancora "trattando" le adesioni con le scuole e, a Milano, non è noto se Ats abbia inviato o no la comunicazione agli istituti scolastici. Non solo ma, leggendo la comunicazione inviata da Ats Val Padana (Cremona-Mantova) alle scuole il 19 aprile, non vi è traccia della "discriminante" dell'adesione della scuola: «Si chiede cortesemente di rendere nota a tutte le famiglie interessate il "Servizio di prenotazione Tampone antigenico covid-19 per le scuole" avviato da Regione Lombardia. Si ricorda che tale servizio offre a tutti gli studenti di età compresa tra i 14-19 anni delle scuole superiori di secondo grado la possibiità di accedere alla prenotazione gratuita di tamponi antigenici».

«Tutte le scuole hanno ricevuto la comunicazione?»

«La Regione risponde, ma in diverse province ad oggi gli uffici scolastici e quindi le scuole non sono stati consultati né coinvolti sulle modalità di adesione ad eventuali screening per scuole, né sembra che le farmacie abbiano dettagli a riguardo. A Bergamo se ne comincia a parlare ora, ma non è stato esplicitato ancora nulla. La delibera è di febbraio, due mesi fa», commenta Paola Bocci, consigliera regionale del Partito democratico che aveva sollevato alcuni dubbi nel pomeriggio di venerdì, prima della replica della direzione Welfare, e aveva chiesto alla giunta di fornire una «informazione chiara, perché questa possibilità di prevenzione deve essere conosciuta e utilizzata al meglio». Resta, per Bocci, l'invito alla giunta «a verificare che tutte le scuole lombarde abbiano ricevuto comunicazioni ufficiali e univoche dalle Ats per poter poi restiture agli studenti e alle famiglie informazioni corrette e inequivocabili, evitando il fai da te». 

Va più nel merito Michele Usuelli, consigliere di +Europa/Radicali, secondo cui «quella dei tamponi in farmacia gratis agli studenti asintomatici, così a caso, mi pare un'idea pessima che nulla ha a che fare con una strategia di monitoraggio nelle scuole che necessita di una raccolta ed analisi dei dati e pianifica quanti, dove e quando, magari spiegando pure il perché. Le proposte del gruppo +Europa /Radicali in consiglio regionale, per un serio monitoraggio a scuola e per una diagnosi tempestiva a scuola dei bambini sintomatici e dei loro compagni di classe, giacciono nei verbali di aula, inascoltate (probabilmente nemmeno capite) a partire dalla prima seduta di settembre 2020».

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