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Pio Albergo Trivulzio

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Pio Albergo Trivulzio riapre a visitatori: test rapido per entrare

Dall'inizio di ottobre erano state vietate, a causa della seconda ondata di covid, le visite dei familiari ai degenti

I familiari degli ospiti del Pio Albergo Trivulzio di Milano potranno finalmente tornare a fargli visita. L'istituto, che a causa della seconda ondata epidemica era rimasto chiuso ai visitatori dall'inizio di ottobre, torna a concedere le visite sottoponendo chi accede da fuori a un test rapido.

La riapertura ai familiari degli ospiti è prevista a partire dal 3 dicembre ed è stata stabilita dal Pat visto il miglioramento degli ultimi bollettini su nuovi contagi, decessi e ricoveri legati al coronavirus. Tuttavia, per non voler "peccare in termini di superficialità e inefficacia, a scapito degli utenti e di chi viene a far loro visita", come specifica l'istituto, i visitatori dovranno sottostare a una serie di regole anti contagio, tra cui quella che prevede un test rapido all'ingresso.

La situazione durante la prima ondata

"Non ci fanno vedere gli anziani neanche dietro un vetro", avevano detto alcune famiglie lo scorso maggio in seguito alla prima chiusura del Pat facendo appello alla sensibilità dei dirigenti della struttura per poter aver almeno un contatto visivo con i propri cari dopo mesi di dolore e sofferenza. La risposta però era stata negativa.

Sempre a maggio Franco Ottino, infermiere del Pio Albergo e sindacalista Cisl aveva denunciato che il direttore generale dell'istituto Giuseppe Calicchio "avrebbe intimato a un infermiere del reparto Bezzi di togliersi la mascherina, minacciandolo, in caso di rifiuto, con l'immediato licenziamento"

La segnalazione dell'infermiere non aveva costituito un caso isolato. Numerose erano state infatti le denunce presentate dai familiari degli anziani e dagli impiegati del Trivulzio (rappresentati dagli avvocati Luca Santa Maria e Luigi Santangelo) per una presunta serie di carenze nella gestione della salute e sicurezza all'interno dell'istituto e nella fornitura di dispositivi di protezione. Il Pat, infatti, era finito al centro dell'inchiesta della Procura di Milano sui numerosi decessi avvenuti nelle Rsa lombarde durante la prima emergenza.

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