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Coronavirus

Uscire dalla crisi sanitaria con i test di massa? Per l'ad della casa farmaceutica è "irrealistico"

Secondo Carlo Rosa, ad di Diasorin, la casa che distribuisce l'unico test sierologico accreditato dalla Lombardia, la domanda è troppo alta rispetto all'offerta

I test di massa di cui si parla tanto? Potrebbero essere "irrealistici per costi e capacità produttiva". Ad affermarlo (ed è una specie di doccia fredda) è Carlo Rosa, amministratore delegato della Diasorin, l'azienda di biotecnologie italiana che distribuisce il test sierologico messo a punto dal San Matteo, l'unico test finora accreditato dalla Regione Lombardia.

Secondo Rosa, che è stato intervistato dal "Financial Times", la domanda per i test sta superando notevolmente l'offerta, ma allo stesso tempo la percentuale di persone che hanno contratto il virus nel mondo è troppo bassa per considerare l'immunità di massa come una via per uscire dalle misure di lockdown, come invece sarebbe intenzione di molti Paesi.

"Prendere controllo del virus durante il primo stadio è l'unica soluzione ma funziona solo se c'è un numero illimitato di test disponibili e se si possono subito isolare e tracciare i casi positivi. I test anticorpali aiutano a tracciare i pazienti asintomatici", ha aggiunto Rosa spiegando che l'azienda sta lavorando su un test salivare che sia più rapido ed economico di quelli attualmente disponibili. Con il test salivare si potrebbero produrre facilmente "centinaia di milioni di campioni", ma la difficoltà è rendere il test altrettanto preciso di quelli che già esistono.

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