Coronavirus in Lombardia, cresce la pressione sugli ospedali: ecco la situazione

Nelle ultime settimane la pressione sui nosocomi sta lentamente crescendo, anche se resta lontana dai drammatici numeri di inizio aprile. Ecco tutti i grafici

Un reparto (foto Martina Santimone per Areu)

Non è ancora passata l'onda lunga del coronavirus. L'agente patogeno arrivato dalla Cina sta circolando e sta infettando persone, anche a Milano e in Lombardia. Nelle ultime settimane qualcosa è cambiato e lo si evince dalla pressione sugli ospedali lombardi che, lentamente ma costantemente, sta aumentando. E il numero di malati negli ospedali è l'unico dato incontrovertibile per avere in diretta "il polso" della situazione. Il motivo? Se una persona sta male si reca in ospedale. Non solo: la cifra non dipende da altre variabili (il numero dei casi rilevati giornalmente varia a seconda dei tamponi che vengono effettuati e analizzati).

Certo, fortunatamente sono lontani i terrificanti numeri di inizio aprile quando negli ospedali della Lombardia erano ricoverate circa 13mila persone (12mila nei reparti e 1.300 in terapia intensiva). Tutti malati di Covid. Attualmente — stando al bollettino di mercoledì 12 agosto — i nosocomi della Regione stanno curando 175 persone: 10 in terapia intensiva e 165 nei reparti. Sono tante? È relativo: rispetto ai numeri di aprile sono fortunatamente poche (pochissime!), ma la situazione cambia se si guardano i numeri di fine luglio.

La pressione sugli ospedali: i dati

Il giorno in cui la pressione sugli ospedali è stata minima è stato il 27 luglio: negli ospedali lombardi erano presenti 151 malati Covid (14 in terapia intensiva e 137 nei reparti). Da quella data si è registrato (complessivamente) un aumento del 14%.

Analizzando più nel dettaglio i numeri di questi 18 giorni si può notare come i malati in terapia intensiva siano sostanzialmente diminuiti (il minimo è stato toccato il 31 luglio con soli 7 pazienti) mentre è aumentato, lentamente ma costantemente, il numero dei pazienti ricoverati nei reparti. Questo campo, infatti, è passato da 137 a quota 165 con un picco (il 7 agosto) a 170.

I nuovi contagi: come è cambiata la situazione

I contagi rilevati giornalmente sono un dato meno affidabile rispetto alla pressione sugli ospedali (dipende chi viene sottoposto a tampone e, soprattutto, quanti ne vengono analizzati) ma guardando i dati si nota come la situazione stia leggermente cambiando anche su questo fronte.

Se dall'1 al 15 luglio la media dei contagi rilevati quotidianamente era pari a 89 casi, dal 16 al 30 luglio è passata a 60 casi giornalieri. Dal 31 luglio al 12 agosto, invece, la media è risalita a circa 70 casi. 

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Concludendo: la situazione che si evince dai dati non è drammatica ma stanno iniziando a suonare i primi campanelli d'allarme. E i nuovi provvedimenti varati dal governo vanno in questa direzione.

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