Sabato, 18 Settembre 2021
Coronavirus

Domenica è vax day: l'attesissimo vaccino anti covid arriva all'ospedale Niguarda di Milano

Sono 1.620 dosi del vaccino Pfizer Biontech destinate alla Lombardia che partendo dall'ospedale Niguarda di Milano arriveranno in tutti i luoghi simbolo della lotta al coronavirus

Vaccine day all'ospedale Niguarda (foto Andrea Cherchi)

Domenica 27 dicembre è una data storica per Milano e la Lombardia. Battezzata v-day o vax-day segna il primo giorno di vaccinazioni contro il virus che dalla scorsa primavera ha sconvolto l'Italia, e non solo. 1.620 dosi del vaccino Pfizer Biontech contro il covid partiranno dall'ospedale Niguarda di Milano e arriveranno subito in tutti i luoghi simbolo della lotta al coronavirus, a partire da Codogno, dove era stato individuato il paziente 1.

Sono giunte al Niguarda poco prima delle 8 - a bordo di un mezzo dell'esercito scortato dai carabinieri - le prime 324 fiale di vaccino anti-covid destinate alla Lombardia. Ad attenderle in un simbolico passaggio di consegne il direttore generale dell’ospedale, Marco Bosio, e i vertici delle forze dell’ordine e militari. Le fiale, dalle quali saranno ricavate le 1.620 dosi destinate agli ospedali lombardi, sono poi state trasferite alla farmacia dell’ospedale e prese in consegna dall’equipe del dottor Alberto Medaglia per essere poi suddivise e caricate sulle macchine di Areu che le trasporteranno negli altri 13 punti della Lombardia dove, nel pomeriggio, cominceranno le vaccinazioni.

"Questo è un giorno fontamentale per il nostro futuro - ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana alla cerimonia per il lancio della campagna vaccinale, che si è tenuta a Niguarda -, ci fa guardare con più speranza al nostro futuro. Ma la traversata è ancora lunga, questo è momento di passaggio. Quindi manteniamo le regole anti contagio, manteniamo il distanziamento, indossiamo la mascherina. Tutto, sapendo però che ora abbiamo le armi per vincere questa battaglia".

"Dal primo giorno - ha sottolineato il governatore lombardo - ho sempre sostenuto che il vero cambio di passo si sarebbe verificato nel momento in cui avremmo avuto a disposizione il vaccino. Oggi è una giornata fondamentale e il nostro primo pensiero va a chi ha perso la vita per il Covid e a chi ha avuto parenti e amici che ne sono stati colpiti. Un pensiero anche a chi ha contribuito a combattere l'epidemia: tutto il mondo sanitario, i volontari, l'esercito che ha dato un grandissimo aiuto per affrontare varie problematiche”. 

Chi saranno i primi vaccinati a Milano (le Faq di Aifa sul vaccino)

A Niguarda, in mattinata, verranno somministrate le prime dosi a persone ‘simbolo’ e sempre in prima linea durante la pandemia. Fra queste Adele Gelfo, la Oss che ha sempre lavorato in terapia intensiva; Grazie Fresta, in rappresentanza degli addetti ai servizi; Roberto Carlo Rossi, presidente dell'ordine dei medici di Milano; Pasqualino D'Aloia, presidente dell'ordine degli infermieri di Milano; il dottor Fiorenzo Corti, in rappresentanza dei medici di medicina generale; Silvio Garattini, presidente dell'Istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’; il dottor Fabrizio Pregliasco, presidente dell'Anpas; e numerosi medici, infermieri, personale sanitario, soccorritori e rappresentanti delle Croci.

Le dosi per gli ospedali lombardi

A ricevere l'attesissimo vaccino in Lombardia saranno anche il Papa Giovanni XXIII di Bergamo e il Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo, dove verranno vaccinate 50 persone. Le dosi verranno somministrate dal direttore dell'Istituto Mario Negri Giuseppe Remuzzi a medici e infermieri dei due ospedali dove si sono visti gli effetti più drammatici della prima ondata.

In Lombardia ci saranno in tutto 65 hub dove, all'interno di ospedali attrezzati con gli ultrafrigo indispensabili per stoccare il vaccino a -75 gradi, verranno conservate le dosi da somministrare. All'ospedale Niguarda di Milano verranno vaccinati anche medici ormai noti al grande pubblico come Massimo Galli, Fabrizio Pregliasco e Giuliano Rizzardini. 

Quando sarà vaccinata la gente comune? Le 4 fasi

Dopo il personale sanitario e i soccorritori, da gennaio, una seconda fase della somministrazione dei vaccini prevederà la vaccinazione di varie categorie (si arriverà al 15% della popolazione):

  • ultra 60enni
  • persone con severa comorbidità, immunodeficienza e/o fragilità
  • gruppi a rischio più elevato di grave malattia o morte;
  • insegnanti e personale scolastico 'ad alta priorità'.

La terza fase (per il 50% di copertura di popolazione cumulata) sarà per insegnanti residui, lavoratori di servizi essenziali, carceri e luoghi di comunità, persone con comorbidità moderata di ogni età. La quarta e ultima fase, per il resto della popolazione.

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