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Gli anziani lombardi che devono fare decine di chilometri per vaccinarsi

La consigliera regionale Pd, Paola Bocci, scrive alla Moratti e chiede spiegazioni

Da Isola a Pieve Emanuele. Da Niguarda a San Donato Milanese. Dal Giambellino a Iseo. È il viaggio, quasi della speranza, che devono affrontare decine e decine di anziani lombardi per poter ricevere la loro dose di vaccino anti covid. A denunciarlo è stata la consigliera regionale del Pd, Paola Bocci, che ha scritto una lettera all'assessore al welfare, Letizia Moratti, portando tutte le testimonianze degli anziani e chiedendole spiegazioni. 

Nel documento - che ripropone un problema che già in passato si era verificato con il sistema di prenotazione di Aria, ora sostituito da Poste - si fa riferimento a "cittadini residenti a Milano città, in zone come Prato Centenaro e Isola, inviati a vaccinarsi a Pieve Emanuele, Binasco, San Donato Milanese" e a "persone che dal quartiere Giambellino sono state indirizzate a Iseo, in provincia di Brescia". O ancora, a "residenti nei comuni di città metropolitana destinati a sedi in altre province, ad esempio da Gorgonzola a Lodi, pur avendo centri vaccinali vicini a casa". 

"E si potrebbe continuare così all’infinito - assicura la consigliera dem -. Gli esempi, a Milano e città metropolitana, non mancano. Ormai è noto a tutti, anche a chi presiede, istituzionalmente, la campagna vaccinale". Per questo la Bocci ha indirizzato una lettera alla Moratti e al direttore dell'assessorato, Giovanni Pavesi, oltre ad aver depositato un’interrogazione a risposta scritta rivolta sempre alla rappresentante del welfare. 

"L’elenco delle persone che a me si sono rivolte è ogni giorno più consistente e immagino che la direzione del settore sanità e le Ats di competenza siano al corrente della situazione e possano verificarla”, ha scritto Bocci nella lettera. Nell’interrogazione la consigliera Pd ha poi chiesto di sapere “se e come regione Lombardia si stia adoperando per rivedere le assegnazioni, sia per la prima dose, sia per il richiamo successivo, individuando punti vaccinali più prossimi al domicilio dei richiedenti" e "se e come regione Lombardia intenda adoperarsi per vaccinare gli over80 non ancora in possesso di una prenotazione, sia autonomi, sia bisognosi di vaccinazione a domicilio”.
 
La preoccupazione, per Bocci, è che doversi recare “in sedi vaccinali a decine di chilometri e non agilmente raggiungibili con il trasporto pubblico, per molti anziani diventi un grave disagio, dopo che già hanno aspettato per settimane la possibilità di vaccinarsi. Il rischio che vi rinuncino per impossibilità è alto. Dobbiamo - ha concluso - assolutamente scongiurarlo”.
 

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