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Vaccini covid in auto a Milano, il drive through per tamponi di via Novara si trasforma

Il drive through per i tamponi covid situato presso il parcheggio "Trenno" di via Novara a Milano, il più grande in Italia, sarà anche il primo a essere trasformato in polo vaccinale

Si arriva in auto e senza bisogno di scendere dall'abitacolo si va via vaccinati contro il coronavirus. Il drive through per i tamponi covid situato presso il parcheggio "Trenno" di via Novara a Milano, il più grande in Italia, sarà anche il primo a essere trasformato in polo vaccinale della Difesa. Per i milanesi ci sarà quindi un mega centro dedicato ai vaccini in più.

I vaccini in auto in via Novara

«Per vincere la battaglia contro il Covid – ha commentato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini – bisogna mettere in campo ogni sforzo, senza risparmio di energie». Dalla mattina di venerdì 12 marzo 2021, grazie alla collaborazione tra la Difesa e l’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale “Santi Paolo e Carlo” della Regione Lombardia, presso una linea del drive through del parcheggio "Trenno" inizieranno le vaccinazioni a favore della cittadinanza. L’attività rientra nell’ambito dell'Operazione Eos della Difesa sotto la direzione del Comando Operativo di Vertice Interforze.

La notizia arriva lo stesso giorno in cui la Regione Lombardia ha annunciato che le vaccinazioni anti covid saranno realizzate anche all'interno delle aziende. Frutto di un protocollo (il primo in Italia) firmato da Regione, Confindustria Lombardia e Confapi. L'iniziativa, ovviamente, partirà solo quando inizierà la vaccinazione massiva, rispettando quindi l'ordine di priorità indicato dal piano vaccinale nazionale. «Il virus corre e noi vogliamo correre più veloce del virus», ha detto l'assessore al Welfare Letizia Moratti presentando l'iniziativa e confermando l'obiettivo di arrivare a vaccinare «tutti i lombardi che ne hanno diritto» entro giugno 2021.

I vaccini nelle aziende

Il protocollo è possibile perché, da aprile, la Lombardia avrà una maggiore capacità vaccinale sia con l'innalzamento dell'età per Astrazeneca sia per l'arrivo di Johnson & Johnson. «Ci attrezziamo da subito per dare risposte aggiuntive», ha detto ancora Moratti. «Con l'accordo, nel rispetto delle categorie individuate dal piano nazionale, sgraviamo ulteriormente il sistema sanitario perché le aziende avrann un loro personale medico. L'allargamento ci consente una minor tensione sugli ospedali ed è molto importante nel momento in cui c'è una ripresa della patologia».

Hanno già manifestato l'interesse ad aderire al protocollo altre realtà produttive come Confcommercio, Confcooperativa e Coldiretti. «La guerra è guerra e il nemico lo abbiamo ben chiaro», ha detto Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico: «La vinciamo se ci alleiamo, con tutte le strutture e le risorse umane e professionali che abbiamo a disposizione. Dalla vaccinazione dipenderà il rilancio economico della nostra Regione, che equivale a dire di tutto il Paese. I negativisti sono troppi, noi dobbiamo fare squadra e darci una mano». 

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