Coronavirus

Vaccini ai lavoratori: quando si parte, chi sono i primi a ricevere le dosi

Il governo prepara il piano per le vaccinazioni in azienda, un vecchio 'pallino' del Pirellone

Il commissario straordinario all'emergenza Francesco Paolo Figliuolo punta a far partire la campagna di somministrazione dei vaccini anti coronavirus nei luoghi di lavoro dal prossimo mese. Come spiegato da Today.it, l'intenzione è quella di "dare una sorta di via libera parallelo e multiplo su tutte le classi di età e aprire altri hub nelle aziende". L'organizzazione dettagliata inizierà "quando avrò la programmazione certa dei vaccini in arrivo a giugno, se sarà coerente con le mie stime da 20 milioni di dosi in su, e una volta che saranno al sicuro gli over 80, i fragili e gli over 65", ha dichiarato Figliuolo. Il piano di vaccinazione aziendale coinvolgerà, potenzialmente, oltre 17 milioni e 872mila lavoratori. Di questi, 12 milioni e 384mila non hanno ancora ricevuto la prima dose di vaccino.

Come si procederà? La campagna di vaccinazione in azienda sarà scandita e programmata sulla base di un documento a cui sta lavorando in questi giorni l'Inail (l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), sulla base delle indicazioni ricevute dalle regioni. Il protocollo dovrà essere poi firmato dai ministri competenti, in primis quello della Salute Roberto Speranza e quello del Lavoro Andrea Orlando, per poi approdare in Conferenza Stato-regioni. Il piano individua una serie di categorie prioritarie tra le diverse classi produttive: i lavoratori che sono più esposti al rischio di contagio durante lo svolgimento delle proprie mansioni sono quelli che dovrebbero essere vaccinati per primi.

Sono quattro i criteri utilizzati per stabilire a quali classi produttive somministrare i vaccini in ordine di tempo:

  • esposizione, aggregazione e prossimità;
  • evidenze scientifiche del rischio di contagio nell'ambiente lavorativo;
  • focolai nei contesti produttivi;
  • numero di denunce per infortuni da coronavirus presentate e registrate dall'Inail fino allo scorso 31 marzo.

Stando alla bozza del piano, la vaccinazione nelle aziende dovrebbe partire da gruppo di priorità elevata: commercio al dettaglio, trasporti, industrie alimentari, stabilimenti di pelletteria. Nella stessa fascia di rischio, che comprenderebbe un totale di 27 tipologie di attività, sono inclusi anche i lavoratori adibiti alla gestione delle reti fognarie, raccolta e smaltimento di rifiuti, ristorazione, cura della persona (parrucchieri ed estetisti), vigilanza, attività sportive e intrattenimento. Nella seconda fascia (28 attività) sono inclusi i lavoratori di questi settori: coltivazioni agricole, pesca e acquacoltura, industria tessile, industria delle bevande, attività editoriali e telecomunicazioni, attività di organizzazioni associative, fabbricazione di prodotti chimici, parrocchie e altri riti religiosi. Nella terza fascia di priorità, con un totale di 32 attività, sono compresi i lavoratori del campo della sivicoltura e dell’utilizzo delle aree forestali, la fabbricazione di prodotti di carta e dei mobili, industria del legno, ingegneria civile, ricerca scientifica e servizi veterinari.

"Siamo pronti ad avviare la campagna vaccinale nelle aziende, contestualmente alla disponibilità di dosi - ha scritto su Facebook il ministro del lavoro Andrea Orlando -. Sarà una rete che si affianca a quella fin qui utilizzata, offrendo uno strumento in più e regole per la sicurezza dei lavoratori. La ripartenza del Paese corre se garantiamo anche ai lavoratori una protezione dal virus, mettendoli in sicurezza". Si inizia, ha spiegato Orlando, "da coloro che in questi mesi di emergenza sanitaria hanno contribuito a non far fermare il Paese nei settori essenziali: dai lavoratori del commercio al dettaglio e della grande distribuzione nel settore alimentare, agli addetti ai trasporti, dai lavoratori della ristorazione ai servizi alla persona". E le adesioni "numerose da parte di aziende, imprese, attività private", sottolinea il ministro, dimostrano "che dai lavoratori e dagli imprenditori può arrivare un importante contributo per raggiungere gli obiettivi della campagna vaccinale". Orlando ha trasmesso il documento contenente le indicazioni per la vaccinazione anti covid nelle aziende alle regioni.

Venerdì, sul tema, si era espresso anche il coordinatore regionale lombardo per la campagna vaccinale, Guido Bertolaso. Presentando le prossime tappe per le prenotazioni, l'ex numero uno della protezione civile si era lasciato andare ad una considerazione: "Vorremmo vaccinare anche tutti i dipendenti delle aziende, ma non abbiamo un vaccino in più". Sin da subito, infatti, la Lombardia è stata tra le regioni che più ha spinto per vaccinare i lavoratori e far ripartire l'economia. Da giugno dovrebbe essere arrivato il momento. 
 

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