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Un anziano si vaccina a Milano contro il Covid

Un anziano si vaccina a Milano contro il Covid

Botta e risposta sui vaccini mancati a Bollate: "Siamo zona rossa, perché iniziare dopo?"

Continua la polemica. Un esponente della Lega in Regione nega l'intenzione di "favorire" Comuni "amici". Ma non può che confermare le date: a Bollate (zona rossa) si comincia solo il 25

La replica non poteva non arrivare. L'accusa era durissima: da un lato un sindaco che si sente «preso per il c...» e lo scrive sui social, dall'altro un consigliere regionale, l'esponente del Pd Pietro Bussolati, che prende il caso e accusa la Regione di favorire i sindaci amici sulla campagna di vaccinazione anti Covid. 

Parole come pietre. Il caso - riassumiamo - scoppia quando il primo cittadino di Bollate Francesco Vassallo, del Pd, chiede priorità per i suoi anziani con più di 80 anni, ovvero la categoria che la Lombardia vaccina dal 18 febbraio, visto anche che la città è zona rossa. La risposta apparentente è no. Ma poi, quasi in contemporanea, parte a Cologno Monzese (governata da Angelo Rocchi, Lega) la vaccinazione domiciliare per gli over 80 impossibilitati a muoversi. Con tanto di foto-ricordo di Guido Bertolaso, commissario lombardo per i vaccini.

Pronta la replica di Riccardo Pase, consigliere regionale leghista con "bacino" di voti proprio nel nord Milano (731 voti a Cologno nel 2018, il più votato del suo partito). L'esponente del Carroccio parla di "disinformazione" e ribadisce che "il primo obiettivo di Regione Lombardia è chiaro: vaccinare tutti i cittadini lombardi nel più breve tempo possibile, partendo dai più anziani". 

I fatti: a Bollate (zona rossa) si comincia più tardi

Ma, nella ricostruzione di quanto avvenuto, di fatto Pase conferma quello che era stato riferito da Vassallo e Bussolati, almeno stando ai fatti. Dice Pase che, fin da giovedì 18, ovvero il primo giorno utile, l'Asst Nord Milano ha iniziato a somministrare le vaccinazioni domiciliari per circa 500 over 80 impossibilitati a muoversi da casa nei Comuni di Cologno Monzese, Bresso, Cinisello Balsamo, Cusano Milanino e Sesto San Giovanni. Per il momento, tra giovedì e venerdì, i vaccinati a domicilio sono stati tredici. 

Allo stesso tempo, continua Pase, a Bollate la "linea di vaccinazione dedicata agli over 80 sarà attivata dalla settimana entrante" e, per la precisione, "in accordo con la Asst Rhodense, a partire dal prossimo 25 febbraio e successivamente anche n ambito domiciliare". Poi Pase spariglia le carte e manda a dire a Bussolati ("se si fosse informato meglio") che "la campagna di vaccinazione degli ultra ottantenni è iniziata in moltissimi Comuni e non solo a Cologno Monzese e a breve sarà attiva in tutta la Lombardia".

Quindi, in sintesi, stando al consigliere Pase è vero che a Cologno, e negli altri Comuni di competenza dell'Asst Nord Milano, la campagna è iniziata il primo giorno (il 18) sia negll hub sia, per chi non può muoversi, a domicilio; è vero inoltre che a Bollate (e non solo) la stessa campagna non è ancora iniziata e in particolare, ma solo negli hub, a Bollate comincerà giovedì 25, una settimana dopo, e a domicilio successivamente.

La replica: "Siamo zona rossa, ma i nostri anziani devono andare a vaccinarsi altrove"

Non è invece, ovviamente, dimostrabile la sottile accusa di Bussolati sul piano vaccini "piegato alle esigenze politiche". Intanto Bollate (con Viggiù, Mede e Castrezzato) è zona rossa per l'esplosione di focolai Covid. Il sindaco di Bollate, Vassallo, in fondo chiedeva che si iniziasse anche lì fin da subito coi vaccin. Domenica 21 febbraio, in replica a Pase, ricostruisce così la questione: "Pase avrebbe potuo venire a Bollate a spiegare per quale motivo il presidio ospedaliero bollatese, inserito in un primo momento come punto vaccinale, sia stato successivamente depennato dalla lista a seguito del provvedimento di 'zona rossa'".

"Avrebbe potuto parlare con i nostri anziani e i loro famigliari - continua il sindaco - per spiegargli perché persone di 90 anni siano state invitate a recarsi a fare la prima vaccinazione a Passirana di Rho, a Garbagnate o al Sacco. Avrebbe potuto spiegare per quale motivo, persone fragili che vivono la disposizione di essere inseriti in zona rossa, debbano spostarsi con mezzi propri e uscire dal proprio Comune. Avrebbe potuto spiegare che la regione, per attenuare il disagio creato, si impegnava a riaprire il punto vaccinale da subito e non dal 25 febbraio, riservandolo solo agli anziani bollatesi".

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