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Vaccini Covid, anche gli ultra 70enni nelle fasce più a rischio?

Il nuovo piano vaccinale allo studio della Conferenza Stato-regioni: le malattie che certificano un alto rischio e il criterio anagrafico

Sono in via di definizione i criteri precisi per individuare le persone fragili da vaccinare contro il Covid durante la fase 2, cioè dopo avere terminato con operatori sanitari, ospiti delle Rsa e personale non sanitario delle strutture. Il piano vaccinale prevede che si proceda con gli ultra 80enni e i soggetti più a rischio. Per quanto riguarda gli over 80, le vaccinazioni anti Covid sono già partite in diverse regioni: Umbria, Puglia, Lazio, Campania, Abruzzo, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta e Sicilia, a cui mercoledì si aggiunge il Friuli Venezia Giulia mentre l'Emilia Romagna ha già iniziato con gli over 80 assistiti a domicilio. La Lombardia farà partire lunedì 15 febbraio il sistema di prenotazione, mentre l'avvio delle vaccinazioni è previsto per il 24.

Per quanto riguarda gli altri, in Conferenza Stato-regioni si discute un documento che individua, come si diceva, le sei categorie prioritarie per dettare i tempi della fase 2. La prima categoria è costituita da circa due milioni di italiani, affetti da condizioni particolarmente gravi o per un danno a un organo o per la compromissione della risposta immunitaria. Si tratta di persone con più di 16 anni d'età.

Le successive categorie riguardano le fasce d'età tra i 70 e i 79 anni, si parla di quasi sei milioni di persone. Poi vi sarebbero i fragili dai 16 ai 69 anni, ovvero persone che, se contraessero il Covid, avrebbero un rischio clinico «aumentato». Quasi sei milioni di italiani. Infine la popolazione generale, ossia i quasi 12 milioni di italiani tra i 55 e i 69 anni e i 29 milioni tra i 18 e i 54 anni che non presentano condizioni tali da aumentare il rischio clinico in caso di contagio da Covid.

Se dal punto di vista anagrafico si focalizza l'attenzione anche sugli over 70, dunque, sotto il profilo del rischio sanitario le malattie che porterebbero a definire una condizione di maggiore fragilità sarebbero una quindicina. La bozza di piano prevede poi l'erogazione di circa 224 milioni di dosi entro la fine di giugno del 2022.

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