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Coronavirus, gli anziani che devono fare 30 chilometri per andare a vaccinarsi

A Segrate nessun centro in città. Uno è a 10 km, ma non basterà, e gli altri sono a 30

Il centro più vicino dista una decina di chilometri. I più lontani, più o meno tutti nella stessa zona, una trentina. Non ci saranno "vaccini a chilometro zero" - per usare l'espressione scelta dal sindaco Paolo Micheli - per i residenti di Segrate, che dovranno sobbarcarsi un bel po' di strada per presentarsi agli appuntamenti per le vaccinazioni anti covid. 

A denunciarlo, con un post su Facebook, è stato proprio il primo cittadino, che giovedì - giorno dell'avvio della campagna per gli over 80 - ha voluto fare chiarezza. "Come molti sindaci anche io da tempo ho offerto la disponibilità di ampie strutture comunali, come avevamo già fatto per la vaccinazione contro l’influenza stagionale, per ospitare uno o più centri vaccinali. In questa fase però la Regione ha optato per un numero ristretto di strutture", ha spiegato.

Anche Corsico senza centri vaccinali (e il più vicino è in zona rossa)

"Per i segratesi il centro designato più vicino è Melzo, distante una decina di chilometri e quindi non esattamente sotto casa. Gli altri della nostra zona sono Binasco, Trezzo sull’Adda e (prossimamente) Vizzolo Predabissi, distanti 25-30 km da Segrate", ha proseguito il sindaco. Ed è qui che sorgono i problemi: "Poiché la Martesana è la zona più popolosa della nostra Asst è possibile che un certo numero di residenti, e quindi anche di segratesi, venga distribuito invece che a Melzo sugli altri centri ancora più lontani". 

Il sindaco, però, non ha intenzione di scoraggiarsi. "Ovviamente la nostra preoccupazione è il trasporto di chi non è autonomo o non ha parenti in grado di aiutarlo. La raccolta dei nominativi degli anziani più fragili o comunque in seria difficoltà nel raggiungere i centri vaccinali è cominciata in modo per ora inevitabilmente frammentario tramite le farmacie e i medici di famiglia. Vedremo prossimamente se funzionerà questa modalità di raccolta di nominativi, che aggiungeremo a quelli già conosciuti dai nostri servizi sociali. Se necessario - ha garantito Micheli - apriremo un numero telefonico dedicato. Poi, tramite convenzioni con le realtà locali di Pubblica Assistenza, organizzeremo un servizio di trasporto che dovrà essere in sicurezza sia per gli utenti che per i conducenti ed eventuali accompagnatori". 

"Le esperienze maturate nella lotta alla pandemia ci faranno da guida e - ha concluso il sindaco - anche se le richieste saranno numerose non lasceremo indietro nessuno. Forza Segrate".

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