Coronavirus

Mancano ancora 26 mila lombardi over 80 che avevano aderito al vaccino anti covid

Le cifre elencate da Pavesi, dg Welfare, in commissione sanità: "Coperti gli aderenti"

Foto Elena Galimberti

Sono stati vaccinati, in Lombardia, 61 mila 70-79enni in due giorni. Lo ha reso noto Giovanni Pavesi, direttore generale Welfare di Regione Lombardia, durante un'audizione in commissione sanità del consiglio regionale, snocciolando alcuni dati relativi alle vaccinazioni anti covid in corso. La platea dei 70-79enni è formata in totale da 995 mila persone, in tutta la Lombardia, e di questi hanno già prenotato il vaccino sul sistema di Poste Italiane in 716.861. 

Sono invece 580 mila gli ultra 80enni vaccinati su una popolazione complessiva di 720 mila persone. Avevano aderito alla vaccinazione in 616 mila, attraverso il portale di Aria e poi, negli ultimi giorni, quello di Poste Italiane. Tra i 720 mila ci sono però anche (riferisce Pavesi) circa 50-60 mila persone ospiti delle Rsa, dunque tutte vaccinate ma che non dovevano aderire al vaccino attraverso un portale web. Cifre che portano Pavesi a concludere che "abbiamo coperto gli aderenti". I restanti dovrebbero essere prevalentemente quelli da vaccinare a domicilio.

Dieci vaccini al giorno per ogni squadra a domicilio

"C'è una fascia di over 80 - ha aggiunto Pavesi - che non ha aderito, che può comprendere chi non vuole vaccinarsi, chi era malato e non sapeva usare il sistema informatico e chi è allettato e non è trasportabile; sul fronte della vaccinazione domiciliare ci stiamo muovendo, è la partita più impegnativa. Abbiamo dismesso alcuni punti tampone gestiti dall'esercito per potenziare figure mediche che vadano a domicilio, in un giorno una squadra a domicilio riesce a vaccinare una decina di cittadini".

Intanto in Lombardia aumentano coloro che rifiutano di vaccinarsi con Astrazeneca: secondo Pavesi si aggira intorno al 15 per cento, ma in crescita. "Ho segnalazione di centri vaccinali importanti in cui parecchia gente li sta rifiutando", ha aggiunto Pavesi: "In questi casi, se in sede di anamnesi ci sono valutazioni critiche, possiamo fargli il Pfizer. Negli altri casi, se non ci sono queste motivazioni, li rimettiamo in coda".

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