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Vaccini in ritardo, regione e governo d'accordo contro la Pfizer: "Sosteniamo le azioni legali"

L'assessore Moratti sulla lite governo-Pfizer si schiera con l'esecutivo. Il nuovo calendario

Insieme, almeno per una volta. Regione Lombardia, da settimane impegnata in una sorta di lotta con il governo sulla gestione dell'emergenza coronavirus - ancora di più dopo il "caso zona rossa" - si schiera al fianco dell'esecutivo nella battaglia contro Pfizer, la casa farmaceutica che sta fornendo, con ritardi e disagi, i vaccini anti covid all'Italia. 

Ad annunciarlo, in audizione con la commissione sanità in regione, è stato l'assessore al welfare, Letizia Moratti, che ha spiegato che l'accordo per la fornitura dei sieri concordato dall'azienda e l'Unione Europea “forse avrebbe potuto essere un contratto migliore, ma questo è il contratto che c’è”. 

“Quello che il governo pensa di fare è tutelarsi attraverso azioni giudiziarie per la mancata consegna. È un percorso condiviso con la conferenza Stato-regioni, ma la partita è nelle mani del governo. Noi naturalmente la sosteniamo - ha annunciato la vicepresidente regionale - perché sosteniamo tutto quello che si può fare e si deve fare per il piano vaccinale”. 

Specializzandi e medici in pensione per i vaccini

L'assessore, arrivata solo a gennaio al posto di Giulio Gallera, ha ricordato che “il contratto Pfizer l’ha stipulato con l’Unione europea, non con il governo italiano. È giusto capire quanto i governi, incluso il nostro, erano in difficoltà nel momento in cui non si sapeva quale sarebbe stata la possibilità di avere i vaccini autorizzati. Ed è comprensibile che ci possa essere stata in quella fase, difficile e concitata, la sottoscrizione di un accordo che avrebbe potuto essere migliore”. Sul fronte delle "punizioni", Moratti ha chiarito che "da quanto ci risulta le penali sono previste solo per la non consegna a trimestre, non per le non consegne settimanali”. Ma visto che proprio il vaccino Pfizer-Biontech prevede che le seconde dosi siano somministrate “entro 21 giorni è evidente che un contratto che avesse previsto delle penali più stringenti, e non solo dopo i tre mesi, sarebbe stato un contratto migliore”. 

In ogni caso, ha chiosato Moratti, “era ed è un contratto stipulato in una situazione di emergenza, una situazione nella quale non si conosceva l’esito che avrebbero avuto i vaccini in fase di autorizzazione”.

I ritardi, però, inevitabilmente hanno costretto le regioni a rivedere i propri piani. In Lombardia, stando a quanto comunicato dallo stesso assessore al welfare, la fine della fase 1 - con i sieri dedicati a operatori socio sanitari e ospiti delle Rsa - dovrebbe finire per i primi di marzo.

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