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"Vaccini alle regioni in base al Pil", Speranza gela la Moratti: "La salute è un bene pubblico"

Replica social del ministro della salute all'assessore al welfare. Pd e M5s all'attacco

No dalla sua stessa regione. No da Roma. È bagarre politica attorno alle parole del neo assessore al welfare lombardo, Letizia Moratti, che lunedì ha proposto al ministero della salute dei nuovi criteri per la distribuzione delle scorte del vaccino anti covid, proponendo all'esecutivo di prendere in considerazione anche il Pil delle regioni.

Tra i nuovi parametri ci sarebbero, infatti, proprio il contributo che le regioni danno al Pil, la mobilità, la densità abitativa e una sorta di attenzione maggiore per le zone più colpite dal virus. La proposta, stando a quanto appreso, sarà fatta arrivare dal vice presidente del Pirellone al commissario Domenico Arcuri in una lettera. 

"Criteri discriminatori"

I primi commenti, negativi, sono arrivati dal Pirellone. "Questo merita una discussione immediata in Consiglio: i criteri elencati al momento ci sembrano discutibili se non discriminatori", ha subito tuonato il capogruppo M5s al Pirellone, Massimo De Rosa.

“Se è vero che l’assessore Moratti ritiene di chiedere che la distribuzione dei vaccini tenga conto del Pil prodotto, e stento a crederlo, è evidente che ci troviamo di fronte a un tentativo di distrarre l’attenzione dai problemi della gestione del covid in Lombardia - ha fatto eco Carmela Rozza, consigliera Pd -. Il criterio su cui si basa e si deve basare la distribuzione è la numerosità della popolazione e, infatti, la Lombardia è la regione che ne ha ricevuti di più, 234mila dosi, seguita dal Lazio con 132mila dosi e via dicendo. La vicepresidente Moratti è, invece, tenuta a predisporre il piano vaccinale e a dire agli anziani in primis quando verranno contattati e chi somministrerà loro le dosi.”

"Salute non è un privilegio"

Poco dopo è stata la volta di Roma. A prendere parola sul caso, pur senza mai nominare l'assessore lombardo, è stato il ministro della salute in persona, Roberto Speranza, che si è affidato ai social. 

"Tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono - ha scritto su Facebook l'esponente del governo Conte -. In Italia la salute è un bene pubblico fondamentale garantito dalla Costituzione. Non un privilegio di chi ha di più".

Foto - La replica social di Speranza

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La precisazione

A frittata ormai fatta, dall'assessorato al welfare lombardo hanno voluto chiarire che il riferimento al Pil non è legato al concetto di "ricchezza", bensì alla richiesta di una "accelerazione nella distribuzione dei vaccini in una regione densamente popolata di cittadini e anche di imprese, che costituisce una dei principali motori economici del Paese".

"Il concetto - hanno spiegato dall'assessorato - non è quello di dare più vaccini alle Regioni più ricche" ma "se si aiuta la ripresa della Lombardia, si contribuisce in automatico alla ripresa dell'intero Paese".

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