Coronavirus niente ottimismo: "Vaccino non prima della stagione influenzale 2021-2022"

Cartabellotta (Gimbe) avvisa: "Si è diffuso falso senso di ottimismo. Sarà lunga la fase di convivenza con il virus, il livello di immunità di gregge è molto basso, si stima che nella popolazione sia venuto in contatto con il virus non più del 5% e al sud l'1%"

Repertorio

Sul covid19 "si è diffuso un falso senso di ottimismo, noi invitiamo alla prudenza perché una seconda ondata non ce la possiamo permettere. Tutti dobbiamo abituarci a vivere in maniera diversa". Sono parole di Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe a Non è l'Arena su La7. "Noi oggi non abbiamo evidenze scientifiche consolidate, non è terrorismo, il vaccino prima della stagione influenzale 2021-2022 non lo avremo", aggiunge.

"Quindi - spiega - avremo una lunga fase di convivenza con il virus, il livello di immunità di gregge è molto basso, si stima che nella popolazione sia venuto in contatto con il virus non più del 5% e al sud che la circolazione sia stata pari al 1%". Secondo Cartabellotta, "dobbiamo essere cauti, riprendere a vivere, ma dobbiamo puntare su comportamenti individuali e le Regioni devono attuare politiche sanitarie". Anche sulla Lombardia, sottolinea, "noi vogliamo stimolare le migliori pratiche". E sui dati degli ultimi giorni: "Stiamo fotografando una situazione che riflette un periodo di due, tre settimane fa. Non abbiamo ancora visto gli effetti della rimessa in circolazione di tutte le persone e dell'incremento dei contatti sociali, questo è il motivo per cui noi invitiamo alla massima prudenza".

Intanto 8 giugno si parte con l'app di tracciamento: un piccolo strumento in più, non certo la soluzione a tutti i problemi. La app Immuni per il contact tracing in queste ore incomincia a funzionare in via sperimentale in 4 regioni, ed "è stata scaricata da 2 milioni di italiani", ha detto domenica il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri. "E' una app molto utile e il tracciamento è una componente essenziale per questa fase" ha aggiunto il commissario dicendosi per nulla preoccupato del fatto che ogni regione sta realizzando una propria App. "Quando studiavo mi dicevano che la moneta buona scaccia quella cattiva - ha detto - e sono sicuro che Immuni sarà la più utile per le esigenze".

"L'app serve per notificare ai cittadini che sono stati esposti ad un rischio di contagio da Coronavirus - ha spiegato la ministra per l'Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano - è stata sviluppata nel massimo rispetto della privacy, garantisce l'anominato, è gratuita e non prevede la geolocalizzazione. Consiglio di scaricarla - sottolinea Pisano - è utile in questo momento di ripresa delle attività per muoversi in sicurezza, tutelare noi stessi e impedire la nascita di nuovi focolai".

Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia sono le prime regioni a testare il funzionamento del contact tracing Immuni, che ha avuto anche il via libera, nei giorni scorsi, da parte del Garante per la Privacy. Ci sono stati nelle scorse settimane problemi tecnici e qualche inciampo. In ultima istanza, Immuni ha anche dovuto superare le critiche alle icone sessiste che ritraevano una mamma con il bambino e l'uomo davanti al pc, poi cambiate nel giro di qualche ora.

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Ma ci sono stati anche problemi (che ora appaiono essere risolti) legati alla tipologia di smartphone, in alcuni casi incompatibili per scaricare la app e su cui si è concentrato il lavoro di questi giorni per cercare di arrivare pronti all'avvio della sperimentazione. Nel dettaglio, Immuni usa la tecnologia per le notifiche di esposizione messa a disposizione da Apple e Google. Questa tecnologia determina i requisiti di sistema per scaricare e usare Immuni. Per quanto riguarda i problemi sugli smartphone Huawei, "non dovuti all'app", si legge  nelle Faq di Immuni, si è lavorato sulla risoluzione e la app è stata resa disponibile sui tutti i cellulari.

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