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Covid, il direttore dell'Aifa: «Vaccino? Non prima di gennaio o febbraio, ci vuole tempo»

Il direttore dell'Aifa Magrini "spegne" l'entusiasmo su un vaccino anti Coronavirus a Natale

Il vaccino per il Covid? A gennaio o a febbraio del 2021, secondo Nicola Magrini, direttore generale dell'Aifa (Agenzia italiana per il farmaco), intervistato mercoledì mattina a 24Mattino su Radio 24. In precedenza, durante la presentazione del recente Dpcm, il presidente del consiglio Giuseppe Conte aveva detto che, se verranno rispettati i contratti, il vaccino in preparazione a Oxford sarebbe stato disponibile, invece, a Natale.

Secondo Magrini, «il vaccino per il Covid si potrebbe avere in uso clinico, cioè a disposizione dei soggetti a rischio, a gennaio o febbraio. Come agenzia regolatoria europea siamo in attesa dei dati clinici, se arrivano a fine novembre serve una osservazione attenta, siamo in condizione di grande corsa ma anche di valutazione seria».

Il direttore dell'Aifa ha riferito che al momento sei vaccini sono in fase di sviluppo clinico: «Avremo i dati degli studi clinici tra fine anno e inizio dell’anno prossimo di tre vaccini che viaggiano insieme come prima velocità e ulteriori tre nel primo semestre del prossimo anno, una situazione di rapida evoluzione che però non può saltare i passi naturali di valutazione. Abbiamo ancora molti dubbi sull’efficacia».

Idrossiclorochina? «Non è un'opzione»

Magrini ha poi parlato dell'Idrossiclorochina, un farmaco antimalarico che in Italia è registrato come terapia per pazienti affetti da artrite reumatoide e Les (lupus eritematoso sistemico), ma che nei mesi scorsi è stato indicato anche come possibile farmaco per il Covd. Donald Trump, presidente degli Stati Uniti (in corsa per la rielezione), l'aveva "pubblicizzato" come cura ottimale e perfino preventiva.

«I dati - precisa ora Magrini, sempre a Radio 24 - hanno sempre confermato effetto nullo e possibili effetti indesiderati cardiaci, i dati di efficacia sono assolutamente carenti e alcuni ricercatori hanno anche messo in dubbio anche i modelli preclinici, cioè animali. I dati per la clorochina sono deludenti e attualmente non è un opzione terapeutica».

Il farmaco che blocca la reazione immunitaria fatale

Qualche giorno fa Sergio Dompé, industriale farmaceutico e vice presidente di Assolombarda, aveva riferito invece di un medicinale già in sperimentazione con risultati molto promettenti, efficace con la "tempesta citocinica", la reazione immunitaria spesso fatale scatenata dal Sars-Cov-2.

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