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Garattini in collegamento con Agorà

Garattini in collegamento con Agorà

Lombardia, se neanche i medici riescono a fare il vaccino

Le parole di Silvio Garattini, presidente del Mario Negri: "In Lombardia il vaccino non c'è"

"Io mi vaccino tutti gli anni, ma non riesco a trovare il vaccino". Musica e testo di Silvio Garattini, presidente dell'istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, 92 anni compiuti da qualche giorno e medico dal 1958, più di mezzo secolo fa. 

Le sue parole, pronunciate lunedì mattina in diretta ad Agorà, sulla Rai, confermano quanto sia tremendamente difficile in Lombardia trovare vaccini antinfluenzali. Anche per chi è medico, anche per chi - come lui - rientra a pieno titolo nelle "categorie a rischio". 

"Io mi vaccino tutti gli anni, ma non riesco a trovare il vaccino - ha spiegato Garattini -. Il mio medico di medicina generale non l'ha a disposizione e quindi non me lo può dare. Il mio problema è che dovrei vaccinarmi - ha ribadito -, però il vaccino non c'è. Almeno qui in Lombardia non c'è", ha sottolineato il presidente dell'istituto Negri, che vive proprio sotto la Madonnina. 

"È molto facile fare le affermazioni e dire «fate questo», ma poi bisogna anche che l'organizzazione permetta di avere quello che si dice - ha rimarcato Garattini -. Altrimenti si crea sfiducia nella popolazione e la sfiducia è la cosa più grave che possa comparire", ha concluso. 

Il caos vaccini in Lombardia

Che in Lombardia la situazione vaccini sia quanto meno delicata è ormai noto. Su richiesta del ministero della salute, la campagna di vaccinazione antinfluenzale quest'anno doveva partire agli inizi di ottobre - per "rispondere" all'epidemia di coronavirus -, ma a metà novembre tutto sembra in alto mare. 

Dopo i ritardi, le polemiche per le gare d'acquisto della regione e le rassicurazioni della regione stessa, erano stati i medici i primi a suonare il campanello d'allarme, spiegando che le dosi sono sostanzialmente introvabili. 

Poco dopo si erano accodati i sindaci di 71 comuni della città metropolitana di Milano, che avevano chiesto chiarimenti alla regione segnalando che su una richiesta di circa 500 flaconi per dottore, i vaccini disponibili erano 50 o poco più. A stretto giro di posta era arrivata un'altra sorpresa, con il Pd al Pirellone che aveva denunciato - carte alla mano - che per tanti over 65, le cosiddette "fasce a rischio", le iniezioni sarebbero arrivate non prima di metà novembre inoltrato e che, soprattutto, c'erano oltre 600mila dosi già acquistate ma ancora non autorizzate a essere messe in commercio.

Dal sindaco di Milano, Beppe Sala, anche lui in passato molto critico, erano arrivati toni distensivi - "le istituzioni in questo momento devono collaborare" -, ma ad oggi l'unica alternativa possibile in Lombardia per avere un vaccino in tempi rapidi sembra essere rivolgersi al privato. Altrimenti è una caccia al tesoro. Anche per i medici. 

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