Coronavirus

Nel weekend ci saranno più controlli e una presenza "significativa" di forze dell'ordine

Milano si prepara al primo weekend in zona gialla dopo tanto tempo. Ecco il piano sicurezza

Più controlli, ma per prevenire e non per punire. Milano si prepara al weekend del Primo maggio, il primo fine settimana da mesi in cui la Lombardia sarà in zona gialla, con divieti e restrizioni più leggeri per i cittadini. 

Sabato e domenica, infatti, a Milano sarà possibile andare in musei e teatri, fare sport all'aperto, frequentare i parchi, visitare le case di amici e parenti e soprattutto sedersi ai tavoli di bar e ristoranti, ma soltanto all'aperto e sempre rispettando gli orari del coprifuoco, che scatta alle 22. 

Mercoledì, durante il classico comitato per l'ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto Renato Saccone, è stato deciso di intensificare i controlli antiassembramento prolungandoli anche oltre l'orario di chiusura dei locali, proprio per verificare il rispetto delle norme. Obiettivo della presenza di poliziotti, carabinieri e ghisa - che sarà "significativa" - sarà comunque essere vicini alle persone, puntando sul loro buonsenso. 

Le zone nel mirino sono le solite: la Darsena, le Colonne di San Lorenzo, la zona fra corso Como e corso Garibaldi, Brera, oltre che corso Sempione e piazza Duomo. La programmazione "imponente" prevede anche squadre di pronto impiego, che assicureranno un intervento tempestivo nei casi di particolari assembramenti o tensioni per l'ordine pubblico. 

Giovedì pomeriggio, sui primi giorni di zona gialla è intervenuto anche il sindaco, Beppe Sala. Il primo cittadino ha spiegato che "adesso anche il tempo aiuta relativamente, però mi pare che ci sia grande volontà da parte di tutti di partecipare alla vita cittadina, di aiutare i ristoratori e i gestori dei bar. Secondo me la città sta reagendo con compostezza. Speriamo che sia così - ha proseguito il sindaco -. Ovviamente con Prefetto e Questore studiamo la situazione per poterla gestire perché poi qualcosa di non ideale succede sempre e lì dobbiamo da un lato essere fermi nel riprendere chi non si comporta in maniera giusta, dall’altro lato - ha concluso - un po’ di tolleranza può anche non andar male".

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