Zangrillo 'sbotta' in tv: "Adesso ne ho le palle piene, un morto di covid in Lombardia è nulla"

Il primario della terapia intensiva del San Raffaele dice la sua sulla situazione covid

Con i suoi modi. Come sempre. Martedì sera, ospite della trasmissione di La7 "In onda", il primario della terapia intensiva del San Raffaele di Milano, Alberto Zangrillo, ha dato la sua personale lettura della situazione attuale dopo l'emergenza coronavirus

"Io non faccio parte del comitato tecnico scientifico però in questo momento mi aspetto che il comitato tecnico scientifico dica agli italiani la verità. Uscite tranquillamente, riprendete a vivere, andate al ristorante, andate in banca, andate in vacanza. Se entrate in un locale chiuso mettete la mascherina, ma continuate a vivere più di prima perché la società non parte e Conte tra due anni, se c'è ancora, dovrà andare a chiederne 800 di miliardi", ha attaccato. 

Quindi, dal punto di vista strettamente sanitario: "Io sono dall'inizio uno che cerca di dire quello che osserva e ne inizio ad avere anche le palle piene - ha proseguito Zangrillo -. È evidente quello che accade, oggi in Lombardia abbiamo un morto dichiarato per covid e vuol dire che non sta succedendo nulla. Questa è la realtà italiana oggi - ha concluso il medico -, poi possiamo costruire tutte le favole che volete". 

Non è la prima volta che Zangrillo si lascia andare a dichiarazioni un po' "sui generis", spesso in controtendenza rispetto a quelle dei suoi colleghi. A fine maggio era stato proprio lui a dire che "il virus dal punto di vista clinico non esiste più" invitando tutti "a tornare a una vita normale" e raccogliendo parecchie critiche. A inizio luglio, invece, aveva spiegato - anche in quel caso non senza polemiche - che vanno distinti "i morti con covid" dai "morti di covid".

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