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Shopping alla Rinascente (foto Ansa)

Shopping alla Rinascente (foto Ansa)

Lunedì 4 gennaio Milano e la Lombardia tornano in zona arancione: cosa si può fare

Continueranno a essere consentite le visite ad amici e parenti (in un massimo di due persone conviventi). Una deroga, inoltre, consente di spostarsi dai comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti

Dopo i divieti imposti in zona rossa durante le festività, lunedì 4 gennaio Milano e la Lombardia tornano in zona arancione. Ma solo per un giorno: il 6 e il 7 gennaio, rispettivamente un giorno prefestivo e un festivo, saranno nuovamente valide le regole per la zone rosse. In questa giornata, eccezionalmente arancione, sarà possibile spostarsi liberamente all'interno del proprio comune, dalle 5 alle 22, senza bisogno di mostrare l'autocertificazione. Rimane la deroga, inoltre, che consente di spostarsi dai comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti per una distanza non superiore a 30 km, restando in ogni caso esclusi gli spostamenti verso i capoluoghi di Provincia. Permesse anche le visite ad amici e parenti in una sola abitazione privata (sempre dalle 5 alle 22), rispettando il limite massimo di due persone conviventi (i minori con meno di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti conviventi sono escluse dal conteggio).

Cosa si può fare in zone arancione (le faq)

Spostamenti

In zona arancione ci si può muovere liberamente, senza autocertificazione, all'interno del proprio comune e rispettando il coprifuoco, che rimane valido dalle 22 alle 5. Continua invece a essere vietato spostarsi al di fuori del proprio comune e della propria regione salvo che per comprovate necessità e motivi di lavoro, studio e salute. Rimane consentito, analogamente a quanto accade nelle zone rosse, andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti senza limiti di orario, oltre che far visita a un'abitazione privata muovendosi in massimo due persone conviventi. Possibile, inoltre, uscire per "raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti".

Negozi, ristoranti e centri commerciali

Bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie possono effettuare solo servizi d'asporto (fino alle 22) e a domicilio. Permane, di conseguenza, anche il divieto di consumare cibo e bevande nella adiacenze dei locali. A poter aprire in area arancione sono invece i negozi di tutti i tipi (non più soltanto quelli alimentari), compresi quelli di estetica, e i centri commerciali.

All'interno dei negozi deve essere assicurata la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. Gli ingressi devono essere dilazionati in modo che non si creino assembramenti all'interno dei locali e non si deve rimanere nei negozi più del tempo necessario per l'acquisto di beni. 

Trasporti, sport e cultura

Invariata con la 'promozione' a zona arancione la situazione dei trasporti pubblici, sui quali permane il limite di capienza del 50%. Stessa cosa per l'ambito sportivo e culturale: rimangono chiusi teatri, cinema, piscine e palestre.

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Quando serve l'autocertificazione in zona arancione

Nella zona arancione l'autocertificazione serve per spostarsi nelle ore del coprifuoco (dalle 22 alle 5) o fuori dal proprio comune e dalla propria regione, per ragioni di lavoro, salute o necessità e urgenza. Nell’autocertificazione, scaricabile in pdf, il firmatario deve dichiarare che il proprio spostamento è determinato da:

  • esigenze di lavoro; 
  • motivi di salute;
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio.

Le visite ai parenti o agli amici ricadono nella terza casistica. Sul modulo vanno indicati il domicilio e il numero di telefono, inoltre occorre dichiarare di non essere sottoposti alla misura della quarantena ovvero di non essere risultato positivo al Covid-19 (fatti salvi gli spostamenti disposti dalle autorità sanitarie). Cosa rischia chi non è in regola? Una multa da 400 a mille euro, come previsto dal decreto.

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