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Zona arancione rafforzata, Fontana cerca la pace coi sindaci: 'Fondamentale collaborare'

Il governatore riceve i sindaci che si erano lamentati per il mancato preavviso sulle misure

Una mano tesa. E un invito a remare dalla stessa parte. Il presidente di regione Lombardia, Attilio Fontana, martedì mattina ha incontrato una rappresentanza di sindaci della provincia di Milano che da mercoledì 3 marzo saranno in zona arancione rafforzata con maggiori divieti e restrizioni da rispettare per cercare di arginare l'epidemia di coronavirus. 

Lunedì sera, quando il governatore aveva firmato l'ordinanza, i primi cittadini si erano lamentati per aver scoperto la notizia "dai giornali" e per non aver avuto precedentemente un confronto col presidente. In mattinata, proprio per esprimere tutto il loro malcontento, gli amministratori locali si sono recati sotto il Pirellone per consegnare una lettera a Fontana, che li ha poi ricevuti alla presenza anche dell'assessore regionale agli enti locali, Massimo Sartori. 

Tutti i comuni in zona arancione rafforzata

"Si è trattato di un confronto utile e pacato", ha spiegato il governatore in una nota al termine dell'appuntamento, al quale hanno preso parte i sindaci di Liscate, Melzo, Rodano, Truccazzano e Vignate. 

Il governatore, secondo quanto ha spiegato lui stesso, ha chiarito ai sindaci di "aver comunicato la decisione di ieri sera ai soggetti istituzionali competenti, in primis l'Anci Lombardia, l'associazione nazionale comuni italiani, e Prefetture. Ci siamo lasciati - ha concluso Fontana - con la consapevolezza che, anche alla luce della difficoltà del momento, la collaborazione reciproca debba essere costante e per quanto possibile rinforzata".

La lettera dei sindaci

Nella loro lettera, invece, i sindaci hanno voluto sottolineare che il mancato preavviso non è "solo uno sgarbo istituzionale" perché "toccherà ai sindaci applicare - e far rispettare - nei propri territori decisioni che avranno importanti ripercussioni sulla vita di cittadini, famiglie e attività economiche in una fase avanzata della pandemia".

"Riconoscere il ruolo dei sindaci e dei comuni significa confrontarsi preventivamente e prendere decisioni condivise al fine di spiegare al meglio il senso delle misure adottate e metterci nelle condizioni di dare risposte: solo così si può dare forza ai provvedimenti, stemperare la tensione sociale alzando il livello della collaborazione istituzionale per perseguire il bene della comunità, a maggior ragione dopo un anno di fatiche e dolori", hanno rimarcato gli amministratori. 

"Non aver condiviso la situazione per tempo crediamo sia irrispettoso per l'attività che quotidianamente svolgiamo per il territorio e quindi chiediamo a Lei e alla sua Giunta di rispettare il nostro ruolo, soprattutto quando le sue scelte ricadono in modo diretto sulle nostre comunità. Mai ci saremmo aspettati un comportamento di questo tipo da Lei, dato che conosce esattamente cosa significhi fare il sindaco, perché Lei stesso ha svolto questo ruolo in prima persona. Per questo motivo - hanno concluso i sindaci - confidiamo che mai più succeda una situazione simile e la invitiamo ad aprire un canale di informazione diretto con i territori e quindi con i sindaci stessi".
 

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