Venerdì, 18 Giugno 2021
Coronavirus

La Lombardia "viaggia" verso la zona bianca

Fontana ottimista. Ecco tutte le regole e le aspettative

La Lombardia attende ancora l'ufficializzazione del passaggio dalla zona gialla alla zona bianca, come livello di restrizioni per il contenimento della pandemia del covid. Il giorno del desiderato cambio di colore, che vorrebbe dire più libertà per commercianti e cittadini, potrebbe arrivare il 14 giugno

Un concetto ribadito anche dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Il governatore, postando una foto mentre beve un caffè al bancone di un bar di piazza Città di Lombardia a Milano, ha scritto di recente: "Da oggi ristoranti e bar possono ospitare i clienti anche all'interno, sia a pranzo che a cena. I dati della Lombardia confermano la discesa dei contagi. La fascia bianca si avvicina e finalmente potremo anticipare anche l'abolizione del coprifuoco”.

La zona bianca vs la zona gialla: regole

Stando alle regole attuali nelle regioni in zona bianca non è più necessario tornare a casa entro una certa ora. Tra le principali novità c'è la possibilità di pranzo e cena non solo all'aperto ma anche 'indoor' nei ristoranti e il consumo al banco nei bar. Con la curva epidemiologica in netto calo, l’Italia fa un nuovo e decisivo passo verso la normalità. Resta l’obbligo di mantenere il distanziamento, di indossare la mascherina all’aperto e al chiuso e rimangono vietati gli assembramenti.

Anche in zona gialla è dunque consentito il consumo di cibi e bevande all’interno di bar, ristoranti, pizzerie. Le linee guida prevedono, tra l'altro, di: definire il numero massimo di presenze contemporanee in relazione ai volumi di spazio e ai ricambi d’aria ed alla possibilità di creare aggregazioni in tutto il percorso di entrata, presenza e uscita; potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura >37,5 °C; rendere obbligatoriamente disponibili prodotti per l’igienizzazione delle mani per i clienti e per il personale anche in più punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno; adottare misure al fine di evitare assembramenti al di fuori del locale e delle sue pertinenze.

Le faq sulla zona bianca

E ancora: negli esercizi che somministrano pasti, raccomandare l’accesso tramite prenotazione e mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni. È comunque consentito l’accesso, anche in assenza di prenotazioni, qualora gli spazi lo consentano, nel rispetto delle misure di prevenzione previste. In tali attività non possono essere continuativamente presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere.

In tutti gli esercizi: disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio) e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale.

Le distanze possono essere ridotte solo con barriere fisiche di separazione, in un quadro che garantisca comunque il ricambio d’aria; i clienti dovranno indossare la mascherina a protezione delle vie respiratorie in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo; bisogna favorire la consultazione online del menu tramite soluzioni digitali, oppure predisporre menu in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei 'a perdere'; al termine di ogni servizio al tavolo, assicurare pulizia e disinfezione delle superfici.

Le faq sulla zona gialla

Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio). Dove possibile, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici, dehors), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro.

Per la consumazione al banco assicurare il mantenimento della distanza di almeno 1 metro tra i clienti (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. Questo ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale.

Sport, stadi e pubblico

Tornano gli spettatori in stadi e palazzetti ma in numero limitato. In zona gialla, dal 1° giugno 2021 all'aperto e dal 1° luglio 2021 anche al chiuso, è consentita la presenza di pubblico anche agli eventi e alle competizioni sportive diversi da quelli di cui all'articolo 5 del decreto-legge n. 52 del 2021, esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale.

La capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 1.000 per impianti all'aperto e a 500 per impianti al chiuso. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida adottate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), sulla base di criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico. Quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui al presente articolo, gli eventi e le competizioni sportive si svolgono senza la presenza di pubblico.

Matrimoni in zona bianca: le regole

Matrimoni nel 2021, in zona bianca ci vorrà il green pass. Lo stabilisce la Conferenza delle Regioni che precisa come "le feste" che si organizzano dopo le "cerimonie civili o religiose, anche al chiuso, devono svolgersi nel rispetto di protocolli e linee guida" con l'obbligo che "i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi Covid" secondo quanto "previsto dal decreto del governo". In pratica chi partecipa a una cerimonia, che sia un matrimonio o un battesimo, dovrà presentarsi con il green pass che attesti l'avvenuta vaccinazione, di essere guariti dal Covid o di aver fatto un tampone negativo nelle ultime 48 ore. "L'articolo 9 del decreto 52 di aprile 2021 - si legge nella comunicazione della Conferenza delle Regioni - fa riferimento a certificati che attestino la vaccinazione contro il Coronavirus, la guarigione dal Covid o un test con esito negativo".

Stop alle mascherine all'aperto: forse da agosto

Via le mascherine all'aperto da agosto. Ne è convinto Andrea Costa, sottosegretario al ministero della Salute, nel corso della trasmissione “Restart 264” su Cusano Italia Tv. “Sono convinto che il mese d’agosto potrebbe essere il mese perfetto per eliminare la mascherina all’aperto. Ne sono convinto perché dobbiamo dare prospettive ai cittadini, può servire da stimolo verso la ripresa e verso la fiducia per il piano vaccinale”, ha detto.

“Il ruolo del governo – prosegue Costa – è quello di lavorare al fianco delle Regioni e nel caso affiancarle nei lavori. Il lavoro fatto da Figliuolo è stato ottimo in termini di collegamento. Davanti a un piano vaccinale occorreva garantire i diritti di ogni cittadino a prescindere dal luogo di residenza”.

Il sottosegretario ha poi analizzato il tema della digitalizzazione del settore sanitario: “Dovremmo avere un sistema regionale uniformemente digitalizzato, perché avere sistemi regionali che faticano a dialogare tra loro non aiuta il lavoro collettivo. Stiamo condividendo, a questo proposito, un percorso comune con le Regioni.

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