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Foto Ansa/Matteo Corner

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Covid: la Lombardia resta in zona gialla. Il motivo della decisione

La decisione del governo. Che cosa si può fare e che cosa no

La Lombardia resta in zona gialla almeno per un'altra settimana: era una delle regioni in bilico e non è un mistero che il governo avesse cercato di convincere il governatore Attilio Fontana e altri suoi colleghi ad accettare il passaggio in zona arancione nonostante un indice Rt di pochissimo sotto il valore 1, ovvero la soglia dell'automatismo: 0,95. "La Lombardia - ha scritto su Twitter Fontana venerdì pomeriggio - resta gialla. Siamo intervenuti con limitazione localizzate per contenere meglio, tracciare e isolare i piccoli focolai. Azioni mirate a mantenere la Lombardia il più possibile libera da restrizioni. Serve massima attenzione da parte di tutti. Serve che arrivino i vaccini".

Zona gialla: tutte le regole e le Faq

La nuova strategia è dunque quella di intervenire per tempo con chiusure mirate di specifici territori comunali dove si sono verificati focolai pericolosi, soprattutto di varianti del Covid. E' il caso di Bollate, con regole da fascia rossa fin da mercoledì 17 febbraio dopo l'esplosione di Covid con variante inglese, ritenuta particolarmente pericolosa sia per gravità di conseguenze sia per velocità di diffusione. Stesso provvedimento in altri tre Comuni lombardi (Viggiù, Mede e Castrezzato). Il provveditore scolastico lombardo, a questo proposito, ha disposto la didattica a distanza per chi vive in Comuni "rossi" anche se studia fuori. La scelta dei Comuni "rossi" è stata compiuta anche da altre regioni: il Piemonte, per esempio, ha decretato la fascia rossa da sabato 20 febbraio per Re (Vco), 700 abitanti e 37 positivi, al confine con la Svizzera.

La situazione negli ospedali

La curva dei pazienti covid ricoverati negli ospedali lombardi è sostanzialmente stabile da inizio gennaio: nessun netto miglioramento, nessun peggioramento. La linea oscilla tra due valori 3.711 (registrato il 4 gennaio) e 4.118 (registrato il 16 gennaio). Negli ultimi giorni, tuttavia, la curva è cresciuta di qualche decina di unità. Una crescita lenta ma costante, segno che gli ospedali stanno ricoverando più persone di quante ne dimettano. Ma ancora senza superare i limiti considerati "di salvaguardia". La situazione ospedaliera in Lombardia non è tra le più preoccupanti in Italia, mentre vi sono cinque regioni dove la pressione sugli ospedali si fa sentire particolarmente: Abruzzo e Friuli Venezia Giulia solo per le terapie intensive; Marche, Bolzano e Umbria anche per i ricoveri ordinari (sempre riguardo al Covid).

I parametri e le varianti

I ventuno parametri, tra cui particolarmente importante l'Rt per stabilire in quale "colore" collocare una regione, sono finora serviti a contenere i contagi, ma è probabile che verranno rivisti alla luce delle varianti di virus, che necessariamente portano ad intensificare la lotta al Covid. Nella speranza che, con l'aumento delle persone vaccinate, si potrà presto tirare qualche sospiro di sollievo, soprattutto per i settori più in sofferenza: bar e ristoranti (che però un po' di respiro ce l'hanno, soprattutto in zona gialla), teatri (chiusi da un anno), palestre, piscine e (purtroppo) tanti altri.

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