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Repertorio (Ansa)

Repertorio (Ansa)

Coronavirus, verso un nuovo decreto restrittivo? Lo scenario: Italia zona rossa o arancione per Natale

Il Governo studia un modo per non far schizzare di nuovo in alto i contagi

La questione di Natale e di Capodanno non è affatto chiusa con il "decreto Natale" e le regole che ormai abbiamo tutti imparato a conoscere, quelle delle restrizioni dal 21 dicembre al 6 gennaio su spostamenti tra Regioni e per i viaggi dall'estero, con particolare attenzione al 25, 26 e 31 dicembre. Il Governo sta ragionando su ipotesi correttive che potrebbero restringere ancora di più la mobiltà, per scongiurare "riunioni tra parenti" e possibile terza ondata di emergenza Covid dopo gennaio, quando riapriranno anche tutte le scuole.

L'idea che si fa largo nel Governo è quella di una zona rossa o arancione, sull'esempio del lockdown deciso in Germania da Angela Merkel, che scatterà il 16 dicembre e investirà tutto il periodo natalizio. La zona rossa o arancione porterebbe alla chiusura di tutti i negozi; nel caso di zona rossa, sarebbero salvaguardate le celebrazioni religiose. Oppure potrebbe applicarsi un coprifuoco più stringente, dalle sei del pomeriggio o al limite dalle otto di sera. 

Corollario, le misure potrebbero essere anticipate al weekend del 19 e 20 dicembre per evitare l'effetto "valanga" prima delle chiusure. L'obiettivo del Governo è evitare le riunioni di famiglia e tra amici in ogni modo, anche in anticipo sul Natale, scongiurando così possibili momenti e occasioni di contagio. Secondo il ministro Roberto Speranza, il timore è quello di una terza ondata prima che la seconda sia completamente rientrata e senza ancora avere la protezione dei vaccini, che partiranno a gennaio ma hanno bisogno di un paio di mesi, almeno, per iniziare ad essere un vero "scudo" contro i contagi.

Intanto domenica 13 dicembre Milano e la Lombardia sono entrate in zona gialla. Questo ha significato la possibilità di uscire dal proprio Comune, ed anche di attraversare zone gialle, come il Piemonte, attigue; ma soprattutto l'apertura dei ristoranti e dei bar durante il giorno, fino alle 18. Come previsto, i milanesi hanno affollato il centro di Milano e i quartieri più da "movida" come i Navigli, 

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