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Milano verso la zona rossa, ma Area C non si spegnerà (in automatico): è guerra in comune

Granelli: "Non ci sono automatismi tra zona rossa e Area C". Le opposizioni insorgono

Lockdown non significa niente Area C. In una Milano che viaggia sempre di più verso la zona rossa a causa della terza ondata di coronavirus, a Palazzo Marino è guerra aperta tra maggioranza e opposizione sulla zona a traffico limitato del centro cittadino, che è stata riattivata lo scorso 24 febbraio, anche se con orari diversi. 

A innescare la miccia, giovedì, è stato l'assessore ai trasporti del comune, Marco Granelli. Intervistato a margine di un evento di Legambiente - che ha dato un 6 in pagella a Milano in tema mobilità -, l'esponente di palazzo Marino ha spiegato che "valutiamo in base ai dati del tavolo della Prefettura con Politecnico, quindi non ci sono automatismi", tra il sempre più probabile passaggio in zona rossa e lo spegnimento degli occhi elettronici. "Le cose sono da valutare, potrebbero restare accese le telecamere - ha sottolineato Granelli -. Bisogna vedere i dati e soprattutto bisogna correlare questi dati col trasporto pubblico. La politica della differenziazione degli orari sta funzionando, dovrebbe essere un po’ più decisa ma ci sta aiutando".

Le parole di Granelli hanno immediatamente fatto alzare le barricate al centrodestra.  "L'assssore si è dimostrato un vampiro: nemmeno con zona rossa e lockdown ha intenzione di smettere di tassare gli automobilisti con Area C", il duro attacco di Riccardo De Corato, assessore alla sicurezza di regione Lombardia e consigliere comunale. "Il comune di Milano, nonostante la pandemia, continua la sua battaglia contro le auto spingendo i milanesi ed i lavoratori ad ammassarsi sui mezzi del trasporto pubblico o, altrimenti, a dover pagare per entrare in Area C con la macchina. Cosa dovrebbe valutare Granelli con la Prefettura e il Politecnico? Con la zona rossa il traffico e la circolazione diminuirebbero, rendendo questa misura ancora più inutile. Facciano come già hanno fatto in occasione dello scorso lockdown senza dover essere sollecitati: spengano le telecamere senza andare avanti ad infierire su quelle persone che nonostante la zona rossa dovranno continuare a spostarsi principalmente per lavoro", ha concluso l'ex vicesindaco meneghino. 

Nello stesso solco Carlo Fidanza, eurodeputato milanese di Fratelli d'Italia. “Mentre avanza lo spettro della zona rossa non solo a Milano e in Lombardia, ma in gran parte dell'Italia, l'assessore ai trasporti Marco Granelli insiste nel difendere la riattivazione dei varchi di Area C. Secondo lui non esiste alcun automatismo fra l'inasprimento delle restrizioni e la sospensione del pedaggio. Granelli preferisce aspettare i dati perché per lui la differenziazione degli orari sta funzionando. Nel frattempo chi non può pagare cinque euro al giorno per entrare in centro è costretto ad assembrarsi sui mezzi pubblici rischiando il contagio. È ora - ha detto - che la giunta di centrosinistra la smetta di trincerarsi dietro la sua presunta volontà di salvaguardare salute e ambiente. La verità è che Sala non vuole perdere i soldi pagati da milanesi e pendolari che entrano in centro in auto per non ammalarsi". 

Stessi toni anche dalla Lega. “Di fronte al rischio che Milano diventi zona rossa, Granelli non riesce a capire che Area C sarebbe una ulteriore mazzata per i milanesi", ha attaccato Silvia Scurati, consigliere regionale del Carroccio. “Incomprensibile che la tassa sulla mobilità privata resista di fronte non solo ai livelli di smog, mai diminuiti, ma addirittura alla necessità di molti milanesi che lavorano di spostarsi liberamente”. 

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