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Lombardia in zona rossa, Coldiretti si schiera: "Sì al ricorso"

Ristoranti e bar spenderanno 250 milioni in meno per l'acquisto di cibi e bevande in un mese

La chiusura forzata della ristorazione in Lombardia per l'emergenza sanitaria Covid, con bar, ristoranti e pizzerie costretti a tenere abbassate le saracinesche, costerà in un mese 250 milioni di euro in mancati acquisti di cibo e bevande. È quanto stima la Coldiretti regionale sulle conseguenze della nuova zona rossa.

Lo stop alle attività di ristorazione, come spiega l'associazione in rappresentanza dell'agricoltura italiana, "riguarda anche gli agriturismi" e "si fa sentire a cascata sull'intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti". Una situazione che mette a rischio il lavoro degli agricoltori, "già alle prese con un calo dei prezzi a fronte di un aumento dei costi di produzione". Ora più che mai, dunque, per Coldiretti "occorre salvaguardare un settore chiave per la sicurezza e la sovranitaà alimentare".

Coldiretti: "Appoggiamo ricorso contro zona rossa"

Anche per questa ragione, Coldiretti si dichiara d'accordo con il ricorso al Tar con cui il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha chiesto l'annullamento dell'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. Sul ricorso decide il Tar del Lazio nella giornata di venerdì 22 gennaio. La Lombardia, con oltre 51.000 tra ristoranti, bar e pizzerie, a cui si sommano gli agriturismi, è la regione italiana con il maggior numero di locali per il consumo di cibo e bevande fuori casa

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