Milano, spunta un'altra targa: corso Cristoforo Colombo diventa 'Corso resistenza indigena'

La provocazione nell'ambito di “Decolonize the city”, un'opera d'arte collettiva

La targa apposta in corso Colombo

Una nuova targa sul muro. E una serie di manifesti, un po' più sotto, per chiarire il concetto. Blitz "anti colonizzazione" a Milano, dove nella notte corso Cristoforo Colombo - in zona Porta Genova - è stato trasformato in "Corso resistenza indigena". 

"Oggi è il 12 Ottobre, giornata chiamata per secoli Colombus Day. Giorno che segnò l'inizio di 500 anni di genocidi e massacri dei popoli indigeni delle Americhe. Questo 12 ottobre, Milano si è svegliata con una novità: Corso Colombo ha cambiato nome, da questa mattina è Corso Resistenza Indigena", hanno rivendicato dal centro sociale Cantiere, spiegando che l'iniziativa rientra in “Decolonize the city”, una sorta di opera d'arte collettiva che punta proprio a cambiare alcuni simboli in città "che celebrano colonialismo, razzismo e violenza patriarcale".

"Sulla memoria si gioca una partita importante. La storia non è un elenco di fatti storici raccontati da una voce neutrale, ma è una storia scritta da chi detiene il potere di determinare che questa sia la storia unica - hanno attaccato gli antagonisti -. 

"Negli ultimi anni nel mondo sono in atto processi di decolonizzazione fisica delle città, attraverso la distruzione dei simboli che rappresentano il potere schiavista, coloniale, patriarcale e razzista. Le azioni dei movimenti della resistenza indigena in SudAmerica, quelle del movimento #blacklivesmatter mettono in campo pratiche di riscrittura della memoria collettiva, abbattendo, sostituendo, detournando le statue - hanno proseguito -. Grazie alla forza dei movimenti indigeni e decoloniali centro e sud Americani, in moltissimi paesi del continente non si celebra più quella 'scoperta' che fu l’inizio del genocidio, ma si omaggia il 'Dia de la Resistencia Indigena', l'inizio di 500 anni di resistenza dei popoli dell'Abya Yala, nome in lingua Kuna dell’America Latina".

E per rendere ancora più comprensibile il concetto, gli attivisti hanno anche lasciato una serie di manifesti nel nuovo "corso resistenza indigena". Abbastanza chiaro il senso: "Le Americhe non sono state scoperte, sono state massacrate", si legge su uno dei 'poster'.

Foto - I manifesti di protesta

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