Studenti in corteo contro Matteo Salvini: fumogeni e cori, blitz contro Zara e Benetton

Studenti in piazza contro il ministro dell'Interno. Il motto: "Salvini, la pacchia è finita"

La protesta di venerdì - Foto Rete studenti Milano

Studenti vs Matteo Salvini. Atto uno. Venerdì 5 ottobre è infatti il giorno scelto dai ragazzi delle scuole per il primo sciopero dell'anno. Nel mirino dei giovani quello che è definito senza troppi giri di parole "il governo dell'infamia". 

A Milano - dove la protesta è stata organizzata da "Rete studenti" e dal collettivo "Casc Lambrate" - i ragazzi si sono ritrovati alle 9.30 in largo Cairoli, da dove è partito il corteo di protesta, che ha poi attraversato il centro città con inevitabili disagi per il traffico. 

Il motto della giornata è "Salvini, la pacchia è finita", in riferimento a una frase pronunciata dal ministro dell'Interno nei confronti dei migranti al momento del suo insediamento al governo. In testa al corteo, dove sono stati accesi alcuni fumogeni, spiccano due cartelli: "Disobbedisci al governo dell'ignoranza" e "Abbiamo iniziato per non fermarci".

Video | La partenza del corteo 

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Proprio al momento della partenza, i giovani hanno intonato - come spesso accade - il coro "Siamo tutti antifascisti". Nel corso del corteo alcuni dei manifestanti hanno imbrattato la vetrina di Benetton e svolto azioni dimostrative di fronte a Zara e Assolombarda, accusati dai giovani di sfruttare gli studenti dell'alternanza scuola-lavoro.

Video | Fumogeni davanti a Zara

I motivi dello sciopero degli studenti

"Ancora una volta sono gli studenti e le studentesse a dover fronteggiare le sempre più pesanti problematiche riguardanti l'istituzione scolastica: l'esplicito disinteresse nei confronti della stessa è sconcertante. In quanto studenti abbiamo il dovere di mobilitarci, di contrastare un governo che fa unicamente il proprio interesse", avevano spiegato i ragazzi nel comunicato con cui avevano annunciato lo sciopero

."Invece di pensare a solidi e strutturati piani di prevenzione, si sceglie di puntare su un modello repressivo che elimina il principale onere della scuola: la funzione educativa", il j'accuse degli studenti sul "Piano scuola sicure" firmato Salvini. E ancora, contro l'alternanza scuola-lavoro: "Anche quest'anno continua la battaglia contro il modello di ricatto generazionale rappresentato dall'Asl. Dagli interventi del Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti non è infatti prevista l'eliminazione del meccanismo che ha visto dei veri e propri casi di sfruttamento".

Quindi, l'ultimo capo d'accusa a Salvini e alle sue politiche in tema di immigrazione: "Come studenti è doveroso opporci a chi sfrutta mediaticamente la paura delle persone e si diverte a tenere in ostaggio vite umane, portando nelle strade - avevano concluso gli studenti - la cultura contro il razzismo, il sapere contro l'utilitaristica xenofobia". 

Foto - Il volantino per la manifestazione

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