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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Attualità San Siro / Via Carlo Dolci

Già riaperto il cortile della scuola milanese dove le mamme s'erano prese a schiaffi

Rientrata nel giro di pochi giorni la discussa decisione della dirigente scolastica di chiudere il cortile durante le fasce orarie d'ingresso e uscita. E alcuni genitori si lamentano dell'eco mediatica

E' rimasto chiuso soltanto pochi giorni (nelle fasce orare d'entrata e uscita) il cortile interno dell'Istituto comprensivo Cadorna in via Carlo Dolci a Milano, zona San Siro. La decisione della dirigente scolastica, dovuta - come lei stessa aveva riportato in una circolare pubblica - a diverse 'intemperanze' da parte di pochi genitori e pochi alunni, è rientrata in breve tempo. Merito soprattutto dei vigili urbani che avrebbero fatto un'opera di 'moral suasion' sul vertice della scuola.

Accadeva infatti, col cortile non più accessibile, che i genitori dovessero attendere i loro figli sul marciapiedi antistante al cancello, obiettivamente troppo limitato negli spazi. Non solo questione d'assembramento in epoca di pandemia covid ma, in generale, difficoltà di movimento per i passanti.

Ma che cos'era accaduto di così grave da determinare una decisione del genere? Leggendo la circolare, particolarmente dettagliata sugli episodi, si parlava di schiaffi tra due mamme e minacce a un vigile intervenuto, ma anche di arrampicate sugli alberi e sulle ringhiere da parte dei bambini, con gli adulti a osservare indifferenti, e di cambio di pannolini in cortile. 

I progetti speciali 

Secondo alcuni genitori, la circolare che decretava la chiusura del cortile è stata soltanto "ingenuamente pubblicata sul sito della scuola", mentre la copertura mediatica della notizia avrebbe causato un danno d'immagine all'Istituto Cadorna, nel quale da anni tutte le componenti sono protagoniste di progetti positivi in tema di inclusione nell'ambito di un contesto particolarmente multietnico. Tra questi, attività extrascolastiche a costi calmierati, comunicazioni multilingue grazie alla collaborazione dei genitori stranieri, servizi di mediazione linguistica ma anche di mediazione del conflitto, corsi di recupero gratuiti e altro ancora. 

In realtà, il maggior danno d'immagine alla scuola è probabilmente prodotto da questo tipo di circolari, con cui si cerca di prevenire 'problemi' chiudendo gli spazi anziché trovando subito soluzioni d'inclusione, come del resto alla Cadorna sono solitamente abituati a fare. E i giornali che denunciano potrebbero essere più convenientemente visti come alleati.

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