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Domenica, 1 Ottobre 2023
Attualità Opera

Gli ex detenuti che lavoreranno in stazioni e uffici ferroviari

Vengono da Opera e hanno ricevuto una formazione ad hoc

Addio al passato da detenuti e benvenuto lavoro come impiegati in stazioni e uffici ferroviari. È quello che sta succedendo a cinque persone che si trovavano nella casa di reclusione di Milano Opera, hanno ricevuto una formazione ad hoc e il prossimo settembre verranno assunte da Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia.

 I cinque ex detenuti lavoreranno con contratti a tempo determinato di 6 mesi. A prevederlo è il primo accordo attuativo del protocollo d’intesa tra ministero della Giustizia e Ferrovie dello Stato Italiane, firmato il 22 luglio dello scorso anno. La nuova intesa è stata sottoscritta oggi, 20 luglio, da Silvio Di Gregorio, direttore del carcere di Opera, e da Massimo Bruno, chief corporate affairs officer del gruppo Fs Italiane e arriva a un anno di distanza dalla stipula del protocollo 'Mi riscatto per il futuro' che impegna le parti a promuovere attività lavorative in favore della popolazione detenuta, al fine di favorire il reinserimento delle persone private della libertà, individuando percorsi di formazione, riabilitazione e reinserimento sociale.

I candidati sono stati selezionati all’interno della casa di reclusione sulla base dei requisiti giuridici e sotto il controllo della magistratura di sorveglianza. Tre di loro lavoreranno per Rete Ferroviaria Italiana, con i ruoli di addetto alla Sala Blu per i servizi di assistenza ai viaggiatori con ridotta mobilità, addetto a supporto del referente di stazione e addetto a supporto dello staff di formazione della scuola professionale; e due per Trenitalia, con i ruoli di addetti alla segreteria tecnica di impianto.

"Ringrazio Ferrovie dello Stato per questa importantissima collaborazione che oggi si è concretizzata in questo primo accordo attuativo e che, mi auguro, sarà foriera di numerose altre iniziative". Lo ha detto il capo del Dipartimento di amministrazione giudiziaria, Giovanni Russo, che ha sottolineato: "Lo svolgimento di attività lavorative da parte dei detenuti contribuisce in maniera significativa all’abbassamento dei casi di recidiva e, di conseguenza, all’innalzamento del livello di sicurezza dei cittadini. Inoltre, costituisce uno dei capisaldi del trattamento penitenziario finalizzato al reinserimento sociale dei detenuti, in attuazione del mandato istituzionale dell’amministrazione penitenziaria".

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