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A Milano chi vuole affittare uno spazio pubblico deve essere antifascista

Palazzo Marino estende il "patentino antifascista" a chiunque voglia affittare uno spazio comunale

Nessuno spazio per fascisti e nostalgici. A Milano chiunque vorrà affittare uno spazio pubblico dovrà firmare una dichiarazione di antifascismo senza la quale non potrà partecipare ai bandi. Lo ha deciso palazzo Marino nei giorni scorsi, dando il via libera a un'applicazione estensiva della delibera approvata a maggio del 2018, quando era stato deciso che gli organizzatori di eventi e convegni in sale comunali avrebbero dovuto firmare una sorta di "autocertificazione" di antifascismo e di adesione ai valori costituzionali. 

Adesso il "patentino antifascista", oltre che per gli appuntamenti, servirà anche per i "soggetti che presentano istanza di partecipazione alle procedure di selezione - bandi, avvisi, e procedure assimilabili - relative agli immobili ad uso non commerciale destinati, anche se in via temporanea e saltuaria, a manifestazioni ed eventi". A questa lista si aggiunge anche chi partecipa a procedure di selezione relative a immobili "il cui contratto preveda l’applicazione delle agevolazioni".

"Importante delibera antifascista della Giunta Sala - ha esultato Roberto Cenati, presidente dell'associazione milanese dei partigiani -. Riteniamo di grande importanza la decisione assunta dall'amministrazione comunale di Milano di estendere la richiesta di autocertificazione di antifascismo e di rispetto dei valori costituzionali, alle associazioni che chiedono una sede in un immobile comunale. La richiesta  costituisce una significativa estensione della delibera di giunta del 2018 con la quale si stabiliva l'obbligo alle associazioni di rispettare i valori antifascisti e costituzionali, nel caso di svolgimento di iniziative in spazi comunali". 

"È un segnale molto forte dell'amministrazione comunale - ha concluso Cenati -, con la quale si ribadisce, in una fase delicatissima in cui si ripresentano movimenti neofascisti e riemergono preoccupanti episodi di oltraggio ai valori resistenziali, di intolleranza, di xenofobia, di antisemitismo, la natura di Milano, città solidale, accogliente e Medaglia d'Oro della Resistenza".
 

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