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Donazione del sangue, allarme dell'Avis: a Milano e in Lombardia è crollata

Chi è in smart working tende a donare di meno. E i costi sono aumentati

L'allarme è stato lancato: sono crollate le donazioni di sangue a Milano. Lo segnala l'Avis, l'associazione storicamente in prima linea in questa indispensabile attività, che cura la raccolta del 45 per cento del sangue in Lombardia. A rischio per una serie di fattori. Tra cui la sostenibilità economica. In città il crollo nel 2020 è di circa il 15 per cento, ma è addirittura del 63 per cento se consideriamo i dipendenti delle aziende in smart working e delle scuole con didattica a distanza. 

I donatori abituali, insomma, stando a casa donano meno sangue, che però è ancora più necessario visto che i malati di Covid si curano anche con il sangue. In prospettiva, poi, il sangue sarà necessario per le operazioni chirurgiche rimandate a causa dell'emergenza santaria. 

L'aspetto economico è altrettanto drammatico: i costi sono aumentati perché i locali vanno sanificati e vanno condotti, naturalmente, i tamponi Covid ai donatori e agli operatori, ma non c'è stata una corrispondente "iniezione" di risorse aggiuntive. Sembra, addirittura, che per i tamponi agli operatori di Avis l'autorità sanitaria regionale abbia "garantito" un accordo a pagamento con una azienda privata. E ora l'Avis chiede che la Regione Lombardia intervenga con un congruo aiuto per sostenere l'attività anche nel 2021.

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