Martedì, 28 Settembre 2021
Attualità

Le attiviste della onlus milanese picchiate dai talebani in Afghanistan

"Vedere le foto con i loro lividi è stato straziante", scrive l'associazione sui social

Sono state imbarcate da Kabul per l'Italia dopo aver subito le violenze dei talebani le attiviste della onlus milanese Pangea. Poche ore prima erano riuscite a raggiungere l'aeroporto della capitale afghana insieme alle rispettive famiglie.

"Sono stati giorni difficili, le donne dello staff di Pangea e le loro famiglie sono rimaste intrappolate nella folla per ore, senza acqua, anche con bambini piccolissimi tra le braccia - aveva scritto su Instagram la onlus, che si occupa di microcredito e diritti umani -. Alcune donne di Pangea sono state picchiate dai talebani. Vedere le foto con i loro lividi è stato straziante. I bambini hanno assistito a scene di violenza inaudita e sono molto spaventati".

"Da venerdì Pangea lavora senza sosta per aiutare le colleghe di Kabul e le loro famiglie a raggiungere l'aeroporto", si leggeva nei giorni scorsi sui profili social dell'associazione, che ha poi annunciato: "Le attiviste di Pangea sono state forti e hanno resistito. Hanno combattuto come leonesse per entrare in quell'aeroporto.  Da questa mattina (...) sono tutte all'interno (...). Alcune sono già state imbarcate! Le abbiamo salvate insieme!". Tra attiviste che hanno lavorato con Pangea a favore dei diritti delle donne e delle bambine, e relativi familiari, ci sono in totale 240 persone che stanno fuggendo dal regime con un volo diretto in Italia. Restando nel loro Paese avrebbero rischiato la vita.


 

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