L'incredibile copia del Duomo di Milano nel Festival del ghiaccio di Harbin (Cina)

Da 50 anni, nel Nord della Cina, un Festival crea una vera e propria città di ghiaccio, con monumenti e palazzi; e c'è anche il Duomo

Il Duomo di Milano (foto Ansa)

Sentirsi a casa tra i -18 e -25 gradi. In uno dei posti più freddi della terra. Certo, mancano le palme. E lì anche quelle resistenti e stoiche cinesi alzano bandiera bianca. Non ci sono ibiscus o banani, e nemmeno Vittorio Emanuele II all'orizzonte. Ma il colpo d'occhio è quasi simile: il Duomo di Milano di ghiaccio. In Cina. 

C'è anche la cattedrale meneghina, infatti, nelle incredibili costruzioni ghiacciate sulle rive del fiume Songhua nel Festival internazionale 2019 delle sculture di ghiaccio e neve ad Harbin, paesone con cinta urbana da 10 milioni di abitanti. Una kermesse nata cinquant'anni fa per gioco e per passatempo, durante un inverno quasi eterno e, soprattutto, eternamente gelido. Dopo lo stop imposto dalla Rivoluzione culturale cinese, l'evento ripartì nella seconda metà degli anni Ottanta. Crescendo, proprio come il colosso asiatico, di anno in anno. 

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Ora è un vero e proprio parco a tema. Che supera di gran lunga competitor giapponesi e canadesi. Quest'anno sarà aperto fino al 28 febbraio. Ci andranno, secondo le stime ufficiali dell'Ufficio dedicato al turismo del governo cinese, dai 10 ai 15 milioni di persone; 600mila i metri quadrati da visitare e sculture che arrivano fino a 46 metri di altezza. Grattacieli gelati in pratica. Ovviamente, rispetto agli inizi, la dolorosa cesellatura manuale è stata sostituita da macchinari e pezzi più moderni, ma sono sempre quasi 10mila le persone, tra artisti e operai, che creano questo villaggio mozzafiato; e la cura dei particolari è ancora importante. 

Il Duomo di Milano compare in uno spazio dedicato ai monumenti del mondo, in una sorta di città bianca dove si passeggia nei più emozionanti scorci architettonici internazionali. Ma non solo. Quella è solo una parte. Ci sono spettacoli di canto e danza, gare di sculture, lanterne di ghiaccio, animali, personaggi mitologici. E poi c'è la notte: al calar del sole la città di ghiaccio di Harbin si colora di luci prismatiche, in un caleidoscopio che lascia letteralmente senza parole. Veri light show, si direbbe; ma, più semplicemente, arte. 

Per chi volesse fare una passeggiata di fronte al Duomo c'è tempo fino a fine febbraio. A dividerci solo 13 ore d'aereo. Ma ne vale la pena.

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