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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Il maxi presidio

Il Pd aderisce alla grande manifestazione di Milano per le famiglie omogenitoriali

La segretaria del Pd, Schlein, ha detto che si tratta di un attacco molto duro ai diritti dei bambini e delle bambine

"Il Pd aderisce al presidio di sabato a Milano, contro questo attacco molto duro ai diritti dei bambini e delle bambine in particolare delle famiglie omogenitoriali". Ad annunciare l'adesione del Pd alla manifestazione di sabato a Milano è la segretaria Dem Elly Schlein conversando con i cronisti alla Camera.

"Questo attacco - ha detto Schlein - deriva dalla scelta scellerata di questa maggioranza di tentare di affossare un regolamento europeo che tratta dei diritti transfrontalieri al riconoscimento della filiazione e riguarda la tutela del diritto alla mobilità all'interno dell'Ue, riguarda la reciprocità e la non discriminazione, e si pone in linea con la giurisprudenza delle Corti europee e non incide invece sulla competenza nazionale, sul diritto di famiglia, sul quale comunque ci vorrebbe una modifica a mio avviso, ma non si capisce come mai questa destra ce l'abbia così tanto con i bambini e le bambine". 

La grande manifestazione di sabato a Milano

Sabato 18 marzo, alle ore 15, le associazioni che da anni si battono in difesa dei diritti delle famiglie omogenitoriali si ritroveranno sotto la Prefettura di Milano in piazza Scala (location aggiornata giovedì 16 marzo, n.d.r.) per protestare contro lo stop alla registrazione dei figli nati da coppie omosessuali. Uno stop arrivato nella giornata di lunedì 13 marzo attraverso una lettera con cui la stessa Prefettura ha avvertito palazzo Marino che se continuasse con questa pratica verrà richiesto l’intervento della Procura per annullarle. Il "divieto", in particolare, riguarda i nuovi atti di nascita. Il primo cittadino aveva iniziato a formare - questo è il termine tecnico - i certificati anagrafici con due padri o due madri a luglio 2022.

Il sindaco aveva deciso di intervenire nella questione utilizzando i suoi poteri di capo dell’ufficio di stato civile, dato che parlamento e governo non avevano riempito il vuoto di legge sulle famiglie gay e lesbiche, nonostante le ripetute sollecitazioni della Corte costituzionale. Quello dell'estate 2022 non era il primo intervento di Milano sulla questione. Negli anni scorsi l'amministrazione meneghina aveva fatto da apripista sul tema, salvo poi dover rallentare per una serie di sentenze contrarie, risolvibili soltanto con l'intervento di una legge. Legge che però non è mai arrivata. La soluzione sembrava trovata, ma poi il nuovo inciampo, con il ministro dell'Interno che ha chiesto alle Prefetture di comunicare ai sindaci la novità. 

"Il governo ha colpito nuovamente la comunità lgbtq+, stavolta andando dritto ai più indifesi: le figlie e i figli delle famiglie omogenitoriali. Accanirsi contro bambini e adolescenti non è un attacco politico. È un'infamia. Sabato torneremo a mobilitarci per chiedere pieni diritti per le figlie e i figli di tutte le famiglie. Vi aspettiamo", l'appello di Arcigay, famiglie arcobaleno e Sentinelli, che hanno organizzato la manifestazione. 

Il nuovo stop imposto dal prefetto di Milano - arrivato proprio su impulso del ministro dell'Interno - recepisce la sentenza n. 38162 della Corte di Cassazione a Sezioni Unite del dicembre scorso. Attraverso la sentenza i giudici avevano stabilito che i bimbi nati all'estero con la maternità surrogata dovessero essere riconosciuti in Italia come figli di entrambi i genitori con l’adozione in casi particolari, che richiede l’approvazione di un giudice, e non con la trascrizione diretta all’anagrafe, che è un semplice atto amministrativo.

La circolare del ministero dell'Interno

Attraverso una circolare diretta ai prefetti, il ministero dell'Interno ha sottolineato lo stop della Cassazione alle trascrizioni dei certificati dei figli di due padri nati all'estero con maternità surrogata e ha sollecitato a "fare analoga comunicazione ai signori sindaci, al fine di assicurare una puntuale e uniforme osservanza degli indirizzi giurisprudenziali espressi dalle Sezioni Unite negli adempimenti dei competenti uffici". Non è tutto. La circolare di corso Monforte non si limita a trasmettere l'indicazione del governo sui bimbi nati da maternità surrogata all'esterno, ma sollecita a interrompere i riconoscimenti dei figli di due madri nati in Italia e si riserva di dare indicazioni su quelli nati all’estero sempre da due donne. 

"È stato effettuato, da parte di questa Prefettura, un approfondimento - quanto a casi rilevati e a orientamenti amministrativi e giurisprudenziali - relativo alle iscrizioni e alle trascrizioni degli atti di nascita, riportanti dati di genitori dello stesso sesso", si legge nella circolare. "Alla luce del divieto per le coppie composte da soggetti dello stesso sesso di accedere a tecniche di procreazione medicalmente assistita, il solo genitore che abbia un legame biologico con il nato può essere menzionato nell’atto di nascita che viene formato in Italia. Parimenti esclusa è la trascrizione di atti di nascita formati all’estero riconducibili alla fattispecie della maternità surrogata, attestanti il riconoscimento di filiazione nei confronti del genitore d’intenzione, privo di legame biologico col minore", concludono da palazzo Diotti. 

Sul tema il sindaco Beppe Sala ha già promesso battaglia. "Mi faccio carico di portare avanti politicamente questa battaglia e di seguire con la massima attenzione ogni sviluppo normativo e giuridico di questa complessa vicenda, pronto a cogliere ogni opportunità concreta affinché continui il cammino per il riconoscimento dei diritti di tutti e di tutte e affinché Milano ne sia sempre protagonista", ha garantito il primo cittadino. 

La locandina della manifestazione sotto la Prefettura

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