Agenzia del Farmaco, il ricorso del governo contro l'assegnazione ad Amsterdam

Ricorso contro il regolamento Ue che sancisce l'assegnazione. Intanto l'Agenzia ha problemi col trasloco e la rescissione del contratto d'affitto

L'attuale sede londinese di Ema

L'Italia prova di nuovo a frapporsi all'assegnazione ad Amsterdam (tramite sorteggio) della futura sede dell'Ema, l'Agenzia europea del farmaco. Il governo italiano, attraverso l'Avvocatura dello Stato, ha presentato ricorso alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea contro il regolamento 2018/1718, con cui è stato ufficializzato il trasferimento da Londra ad Amsterdam dell'agenzia, in conseguenza della Brexit.

Lo rende noto il ministero degli Esteri, secondo cui l'impugnazione "si ricollega, in logica sequenza, al ricorso presentato un anno fa dal governo - e tuttora pendente davanti alla Corte di Giustizia Ue - nei confronti della decisione del Consiglio Ue di assegnare ad Amsterdam la nuova sede dell’Ema".

Per il ministro Enzo Moavero Milanesi, "il nuovo ricorso conferma la determinazione italiana a far debitamente verificare, a livello giurisdizionale, la legittimità delle procedure seguite per stabilire la nuova sede dell'Ema, a fronte del fatto che la candidatura di Milano offriva tutte le garanzie immediate per la continuità operativa di un’agenzia Ue, come Ema, fondamentale per la tutela della salute dei cittadini dell’Unione Europea".

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Intanto, il 1 marzo 2019, Ema lascerà la torre di Canary Wharf. Il trasloco però sta creando problemi all'Agenzia: il gruppo immobiliare proprietario della torre, infatti, ha contestato la rescissione del contratto d'affitto, che in teoria doveva durare fino al 2039 con un canone di 15 milioni di euro all'anno. L'agenzia ribatte però che la Brexit, evento "non ragionevolmente prevedibile", impedisce di fatto all'Ema di operare con base nel Regno Unito. Un evento imprevisto che condiziona l'esecuzione del contratto.

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