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Venerdì, 19 Aprile 2024
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Epatiti sconosciute nei bimbi, cosa ha detto Letizia Moratti

Nove casi in Lombardia finora. Le parole dell'assessore al welfare

La ricerca della causa. E la sicurezza, almeno per ora, di essere pronti. La Lombardia continua a monitorare i casi di epatiti sconosciute riscontrate nei bimbi nelle ultime settimane. Si tratta di una forma "non nota in nessun Paese dell'Unione europea", ma "siamo attrezzati per seguirla", ha assicurato la vicepresidente lombarda e assessore al welfare, Letizia Moratti, a margine dell'inaugurazione del nuovo reparto di terapia intensiva all'ospedale San Paolo di Milano.

"Non è nota la causa" dei casi registrati, "nove a ieri" nella regione, che si trovano "sotto osservazione". La vicepresidente ha comunque assicurato: "Stiamo lavorando a livello epidemiologico per seguire e capire quale sia la causa". Lei stessa, martedì, rispondendo a un'interrogazione in consiglio regionale aveva fatto il punto della situazione. Sui nove casi di epatiti isolati, due sono stati rilevati da Ats Milano, due da Ats Insubria, due da Ats Brescia e tre da Ats Bergamo. Sette hanno riguardato bambini tra 0-4 anni, 1 tra 5-9 anni e 1 con più di 10 anni. Un paziente è stato trapiantato, uno ha un esito in attenzione, gli altri hanno esiti non gravi.

"È in corso - aveva sottolineato la Moratti - un’attenta sorveglianza epidemiologica volta ad ottimizzare la sorveglianza di eventuali nuovi casi di epatite acuta nella popolazione pediatrica. La rete dei laboratori ha definito un protocollo per l’effettuazione degli accertamenti di laboratorio al fine di uniformare i comportamenti e ottimizzare la rete della sorveglianza. Il gruppo di lavoro ha stabilito una serie di parametri di laboratorio che devono essere richiesti in caso di sospetta epatite, tra cui l’identificazione dei comuni virus epatotropi e in particolare degli adenovirus".

L'assessore al welfare aveva poi spiegato che tutti gli ospedali lombardi sono in grado di eseguire gli esami di primo livello per escludere le cause più comuni di infezione al fegato - sierologia A B C E -, mentre per le analisi più specifiche ed approfondite i laboratori stanno lavorando in rete al fine di rispondere in maniera efficace alla richiesta di sorveglianza del ministero della salute. 
 

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