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Ipotesi cani

L'epatite misteriosa nei bambini e l'ipotesi sulle sue origini: parla Pregliasco

"È in corso un'esplorazione a tutto campo e tutto è ancora da stabilire"

"È un'ipotesi al momento priva di basi realistiche" l'idea che, all'origine dei casi di epatite acuta con cause ancora sconosciute segnalati nei bimbi, ci possano essere i cani. Se è vero che questi animali domestici sono finiti sotto la lente della Uk Health Security Agency, alle prese con l'analisi dei più svariati fattori ai quali i piccoli pazienti potrebbero essere stati esposti, il virologo Fabrizio Pregliasco invita a fare attenzione anche solo a considerare i cani quali "vettori incolpevoli di un eventuale agente virale o batterico potenzialmente associato. Ricordo - ha fatto notare all'Adnkronos Salute il docente dell'università Statale di Milano - che siamo noi in genere a trasmettere loro delle infezioni, come è accaduto in molti casi anche con Covid-19".

"È in corso un'esplorazione a tutto campo e tutto è ancora da stabilire", sottolinea l'esperto. "Epatiti virali 'non A non B non C non D non E' nei bambini c'erano già - precisa - però non venivano registrate in modo sistematico. Io credo che questa segnalazione partita dai colleghi inglesi", e poi arrivata anche da altri Paesi, "non debba creare allarme, bensì serva a consolidare una casistica che prima rimaneva limitata alle osservazioni di chi vedeva questo tipo di epatiti ad eziologia non nota".

Per capire da cosa realmente dipendono "ci vorrà del tempo e bisogna analizzare tutti i possibili fattori in campo, a 360 gradi". "Riguardo all'ipotesi adenovirus, ci può anche stare, ma l'adenovirus i bimbi ce l'hanno un po' tutti", puntualizza Pregliasco. Anche se "è vero - ragiona il direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano - che magari quest'anno può essere aumentato il serbatoio di soggetti suscettibili", complice il fatto che le restrizioni anti-Covid hanno limitato il mescolamento dei bambini tra loro. "Un po' come potrebbe essere accaduto - rammenta - con la grande quantità di casi di virus respiratorio sinciziale Rsv registrati nei piccoli all'inizio dello scorso inverno, in modo del tutto atipico".

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